Drawback di El Defe
Categoria: Telefilm & TV - House, M.D.
Rating: 14+
Personaggi: Gregory House, Robert Chase
Genere: Commedia, Generale
Note: Oneshot, Slash, What if?
Rating: 14+
Personaggi: Gregory House, Robert Chase
Genere: Commedia, Generale
Note: Oneshot, Slash, What if?
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Stampa il capitolo | Stampa la storia
Capitolo pubblicato il 23-05-2009
Commenti al capitolo - 5
Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.
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Capitolo pubblicato il 23-05-2009
Commenti al capitolo - 5
Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.
Note: Subito dopo la fine di 3x16 (Top Secret / Top Secret); Silenzio-Assenso @ Criticoni, fuori concorso.
Beta-reader: Lisachan ♥.
Data: 23 Maggio 2009.
Disclaimer: House MD non è mio bla bla nessuno scopo di lucro bla bla povero in canna bla bla tutto come al solito.
Questa storia è protetta da una licenza.
Non è la prima volta che sente crollarsi addosso il mondo, no: per quanto la vita possa essere stata, se non benevola, almeno clemente con lui, non è mai stata facile, e comunque non nella misura in cui tutti, compreso probabilmente se stesso, pensano che sia. Vogler, la Warner, Tritter, sono stati tutti dei casini non trascurabili, ma è sempre riuscito a uscirne senza farsi troppo male.
(Ed è ancora lì, a chiedersi da quanto tempo è che classifica Stacy Warner alla voce casini non trascurabili. Forse non ha mai smesso di farlo, neanche quando Mrs Rovinafamiglie è tornata a casa sua a interpretare il ruolo della mogliettina felice.)
Questo, fino a quando House non ha avuto la geniale idea di mettersi a fare le pulizie e entrare casualmente nello sgabuzzino a gettare cartacce e fascicoli non più utilizzabili. Oh, ovviamente non uno sgabuzzino qualsiasi, no: esattamente quello in cui Allison l'ha trascinato neanche dieci minuti fa e, oh, sì, stava limonando con lei e li ha scoperti mentre limonavano e, oddio, vorrebbe essere inghiottito dal terreno e precipitare almeno per venti metri, pur di non sentirsi quello sguardo addosso che è un tantino più inquisitorio di un padre apprensivo e un tantino più rivelatore di una risonanza in condizioni ideali.
(Potrebbe quasi mandare House a 'fanculo, eh.)
E ha anche la faccia tosta di scusarsi. Robert si chiede dove sono gli infarti, quando servono; poi si riveste, con una lentezza esasperante, e lascia lo sgabuzzino senza dire una parola. La Cuddy lo saluta con un sorriso, chissà se almeno le ha risposto.
(E vada a 'fanculo pure Allison, comunque. È colpa sua se ora sono entrambi in una situazione di merda. Solo che lei era ancora vestita, almeno.)
Non fa in tempo a varcare l'uscita dell'ospedale, comunque, e il pager comincia già a trillare con insistenza. Robert affonda una mano tra i capelli, sconfortato, e non si preoccupa neanche di guardare chi è il mittente della chiamata – troppo facile, è già due passi avanti, ed è già tornato all'ascensore. Se la Cuddy è andata a salutare anche House, può anche cominciare a sgombrare le sue cose.
(Si chiede come farà a trovare un buon lavoro, senza una lettera di referenze. E si chiede come farà ad avere una lettera di referenze, se House ha spiattellato tutto – e conoscendo l'immenso desiderio di House di passare i suoi giorni a ficcanasare nelle vite altrui e spettegolare su di esse alle spalle dei malcapitati, non dubita che l'abbia già fatto: bisogna solo capire se l'ha fatto con Wilson o con la Cuddy, o con entrambi.)
House è ancora nel suo studio, probabilmente c'è tornato subito dopo la capatina nello sgabuzzino; se ne resta lì con le gambe allungate sulla scrivania, una matita stretta di traverso tra le labbra e gli occhi che brillano di quella luce sadica che tanto detesta. Be', la detesta quando è rivolta verso di lui, ovvio: quando House fissa Cameron o Foreman o chiunque così, o quando guarda lui con qualsiasi altra espressione che non sia una di compatimento per un povero idiota, non lo detesta.
Lo sguardo con cui sta guardando House, comunque, è molto più eloquente; sa di essere nel torto e non può smarcarsi da quest'idea tanto facilmente, non con lui che sta ghignando da almeno cinque minuti soltanto per farsi dire che è uno stronzo e che prima che lo licenzi lui si dimette di sua spontanea volontà. Anche perché la lettera l'ha già scritta mentre aspettava l'ascensore: dopotutto è la terza volta che ne butta giù una, qualcosa avrà pur imparato.
In quel qualcosa, in ogni caso, non è compresa la quantificazione della velocità con cui House riesce ad alzarsi, smettere di ghignare e avvicinarsi a lui – chissà in quale ordine, è un po' difficile valutare cose del genere. Né il fatto che lo baci in una maniera così naturale e inaspettata da farlo sobbalzare e distruggere qualsiasi altro pensiero residuo sia rimasto a vagare indisturbato nella sua testa. Un bacio tremendamente lungo e umido e diverso e tremendamente breve.
«Mi ero sempre chiesto se Cameron fosse un genio o un'idiota» mormora, risucchiando quel poco di fiato che resta ancora a Robert con il suo solo parlare, «ma non avrei neanche dovuto pormi il problema. È un'idiota.»
Robert indietreggia fino alla parete a vetri, restando in silenzio – incurante del fatto che possa essere interpretato come assenso – senza neanche guardare House che gli scompiglia i capelli davanti alla fronte e se ne va, con un'andatura ancor più esasperata del solito. Non che un'inezia del genere riesca ad attirare la sua attenzione, in ogni caso.
Noticine finali: è più psicopatica del solito per la mancanza quasi assoluta di dialoghi, prerequisito fondamentale per partecipare al challenge estemporaneo. Liz è l'amore, e chi leggerà, pure. Adieu XD
Beta-reader: Lisachan ♥.
Data: 23 Maggio 2009.
Disclaimer: House MD non è mio bla bla nessuno scopo di lucro bla bla povero in canna bla bla tutto come al solito.
Questa storia è protetta da una licenza.
Drawback
Non è la prima volta che sente crollarsi addosso il mondo, no: per quanto la vita possa essere stata, se non benevola, almeno clemente con lui, non è mai stata facile, e comunque non nella misura in cui tutti, compreso probabilmente se stesso, pensano che sia. Vogler, la Warner, Tritter, sono stati tutti dei casini non trascurabili, ma è sempre riuscito a uscirne senza farsi troppo male.
(Ed è ancora lì, a chiedersi da quanto tempo è che classifica Stacy Warner alla voce casini non trascurabili. Forse non ha mai smesso di farlo, neanche quando Mrs Rovinafamiglie è tornata a casa sua a interpretare il ruolo della mogliettina felice.)
Questo, fino a quando House non ha avuto la geniale idea di mettersi a fare le pulizie e entrare casualmente nello sgabuzzino a gettare cartacce e fascicoli non più utilizzabili. Oh, ovviamente non uno sgabuzzino qualsiasi, no: esattamente quello in cui Allison l'ha trascinato neanche dieci minuti fa e, oh, sì, stava limonando con lei e li ha scoperti mentre limonavano e, oddio, vorrebbe essere inghiottito dal terreno e precipitare almeno per venti metri, pur di non sentirsi quello sguardo addosso che è un tantino più inquisitorio di un padre apprensivo e un tantino più rivelatore di una risonanza in condizioni ideali.
(Potrebbe quasi mandare House a 'fanculo, eh.)
E ha anche la faccia tosta di scusarsi. Robert si chiede dove sono gli infarti, quando servono; poi si riveste, con una lentezza esasperante, e lascia lo sgabuzzino senza dire una parola. La Cuddy lo saluta con un sorriso, chissà se almeno le ha risposto.
(E vada a 'fanculo pure Allison, comunque. È colpa sua se ora sono entrambi in una situazione di merda. Solo che lei era ancora vestita, almeno.)
Non fa in tempo a varcare l'uscita dell'ospedale, comunque, e il pager comincia già a trillare con insistenza. Robert affonda una mano tra i capelli, sconfortato, e non si preoccupa neanche di guardare chi è il mittente della chiamata – troppo facile, è già due passi avanti, ed è già tornato all'ascensore. Se la Cuddy è andata a salutare anche House, può anche cominciare a sgombrare le sue cose.
(Si chiede come farà a trovare un buon lavoro, senza una lettera di referenze. E si chiede come farà ad avere una lettera di referenze, se House ha spiattellato tutto – e conoscendo l'immenso desiderio di House di passare i suoi giorni a ficcanasare nelle vite altrui e spettegolare su di esse alle spalle dei malcapitati, non dubita che l'abbia già fatto: bisogna solo capire se l'ha fatto con Wilson o con la Cuddy, o con entrambi.)
* * *
House è ancora nel suo studio, probabilmente c'è tornato subito dopo la capatina nello sgabuzzino; se ne resta lì con le gambe allungate sulla scrivania, una matita stretta di traverso tra le labbra e gli occhi che brillano di quella luce sadica che tanto detesta. Be', la detesta quando è rivolta verso di lui, ovvio: quando House fissa Cameron o Foreman o chiunque così, o quando guarda lui con qualsiasi altra espressione che non sia una di compatimento per un povero idiota, non lo detesta.
Lo sguardo con cui sta guardando House, comunque, è molto più eloquente; sa di essere nel torto e non può smarcarsi da quest'idea tanto facilmente, non con lui che sta ghignando da almeno cinque minuti soltanto per farsi dire che è uno stronzo e che prima che lo licenzi lui si dimette di sua spontanea volontà. Anche perché la lettera l'ha già scritta mentre aspettava l'ascensore: dopotutto è la terza volta che ne butta giù una, qualcosa avrà pur imparato.
In quel qualcosa, in ogni caso, non è compresa la quantificazione della velocità con cui House riesce ad alzarsi, smettere di ghignare e avvicinarsi a lui – chissà in quale ordine, è un po' difficile valutare cose del genere. Né il fatto che lo baci in una maniera così naturale e inaspettata da farlo sobbalzare e distruggere qualsiasi altro pensiero residuo sia rimasto a vagare indisturbato nella sua testa. Un bacio tremendamente lungo e umido e diverso e tremendamente breve.
«Mi ero sempre chiesto se Cameron fosse un genio o un'idiota» mormora, risucchiando quel poco di fiato che resta ancora a Robert con il suo solo parlare, «ma non avrei neanche dovuto pormi il problema. È un'idiota.»
Robert indietreggia fino alla parete a vetri, restando in silenzio – incurante del fatto che possa essere interpretato come assenso – senza neanche guardare House che gli scompiglia i capelli davanti alla fronte e se ne va, con un'andatura ancor più esasperata del solito. Non che un'inezia del genere riesca ad attirare la sua attenzione, in ogni caso.
FINE
Noticine finali: è più psicopatica del solito per la mancanza quasi assoluta di dialoghi, prerequisito fondamentale per partecipare al challenge estemporaneo. Liz è l'amore, e chi leggerà, pure. Adieu XD








