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Non Ti Dimenticherò Mai di Mika Ikisatashi
Categoria: Anime e Manga - Tokyo Mew Mew
Rating: Per tutti
Personaggi: Ichigo Momomiya (Strawberry), Kisshu Ikisatashi (Ghish)
Genere: Drammatico, Romantico
Note: AU
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Capitolo pubblicato il 08-08-2011
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Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

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C'è un mondo dove tutte le specie interagiscono quotidianamente tra loro, specie diverse come angeli, alieni e umani... ma questi umani sono speciali, sono fusi con caratteristiche degli animali e grazie a queste, il loro potere è forte proprio come quelli degli angeli e degli alieni. In un villaggio, alieni e umani vivono tutti insieme, alcunicome amici, altri come amanti. Qui si narra una leggenda che parla di un alieno e un’umana, si dice che i due si innamoreranno l’uno dell’altra e insieme sconfiggeranno i demoni e porteranno la pace nel mondo. Ma molte persone si chiedono... questa leggenda è vera?

Due bambini correvano felici nelle fresche acque del fiume, una ragazza umana e un alieno. Lei aveva i capelli rosso, raccolti in due piccole treccine, e occhi marroni, vestiva un piccolo abito bianco, sulla parte superiore della sua testa stavano due adorabili orecchie nere da gatto, mentre da sotto il suo vestito spuntava una piccola coda dello stesso colore delle orecchie, intorno ad esso stava un nastro rosso. Questa bambina umana aveva i geni di un Gatto Selvatico di Iriomote, aveva ottenuto questi geni da sua madre mentre dal padre quelli di un Gatto Andino (Sì, i geni sono gli stessi di Berry Shirayuki, si trova su capitoli successivi perché ho fatto questo xD), la sua età era circa di 3/4 anni.
Il ragazzo alieno aveva i capelli verde scuro, legati in due treccine davanti alle sue orecchie, occhi color ambra e due orecchie grandi come tutti gli alieni avevano, vestiva una camicia bianca e pantaloni neri, la sua età era circa di 5/6 anni.

"Adesso vengo a prenderti!" gridò la bambina completamente bagnata, a causa del suo amico che l'aveva spinta nel fiume.

“Attenta, gattina!” urlò il giovane alieno mentre rideva e fuggiva dalla ragazza, entrambi i genitori ridevano alla scena davanti a loro occhi. Poi la rossa cadde, l’alieno si mise a ridere, ma poi vide che lei non si muoveva e planò a lei lentamente, non realizzando che i genitori della ragazza non sembravano preoccuparti della caduta della figlia.

“Ehi Ichi, stai bene...?” chiese il ragazzo, lui non ricevette risposta così si inginocchiò e stava per toccare il braccio della bimba, quando lei afferrò la sua mano e lo tirò in acqua, facendolo bagnare tanto quanto lei. La gattina iniziò a ridere insieme ai suo genitori, subito seguiti da quelli del piccolo alieno, appena loro figlio si alzò in piedi con la frangia sugli occhi.

"Ti ho preso!" disse la bambina, mentre rideva e gli faceva la linguaccia, il ragazzo alieno spostò la sua frangia da parte e mise il broncio

"Non è giusto!Mi hai ingannato! Ho pensato che ti fossi fatta male!"

"Awww eri preoccupato per me, Kishi?" disse la bambina mentre saltava verso il ragazzo e lo abbracciava, ma lo fece così forte che entrambi caddero in acqua di nuovo.

"Non chiamarmi Kishi! Ti ho detto tante volte il mio nome è Kisshu!" si lamentò il ragazzo. Lei lo abbracciò, la cosa lo fece arrossire un poi, poi lo guardò e sorrise
“Va bene, Ki-ssu!” disse la ragazza ridendo, così l’alieno mise il broncio di nuovo

“Va bene, facciamo un accordo Ichigo, tu può chiamarmi Kish se lasci che io ti chiami Gattina o Koneko,ok?”

“Humm...ok, Kish!” disse la piccola Ichigo e lo abbracciò di nuovo, il ragazzo arrossì ancora di più, mentre entrambi i genitori sorridevano alla scena davanti ai loro occhi. Ad un tratto un alieno apparve sul lato opposto del campo, si guardò intorno fino a quando vide le due famiglie. Subito dopo corse disperatamente fino a loro e chiamò i quattro adulti:

“Ace! Kira! Sakura! Shintaro! Abbiamo un’emergenza!”

“Che succede, Yuki?” domandò l’alieno chiamato Ace, il padre di Kisshu, mentre scendeva sull’erba per guardarlo meglio.

“I demoni! Stanno arrivando e volgliono attaccare con un enorme esercito!” Le due coppie guardarono sorpresi l’alieno, non si aspettavano proprio questo attacco! La prima cosa che passò per loro menti fu: dobbiamo mettere al sicuro i nostri figli...

“Mamma, che succede...?” chiese Ichigo, mentre lei e Kisshu uscivano dall’acqua e si mettevano al fianco dei loro genitori, guardando Yuki. Sakura e Kira si inginocchiarono e li abbracciarono. Entrambi i bambini sbatterono le palpebre sorpresi “Mamma...?” chiese di nuovo la piccola Ichigo

“Una cosa molto brutta sta arrivando, mia piccola gattina. Tu e Kisshu dovrete nascondervi insieme con gli altri bambini del villaggio mentre noi andiamo a fermare i cattivi, ok?” spiegò Sakura mentre lei e Kira portavano i due bambini a Yuki.

“Ma...e tu e papà...?” chiese la bambina, impaurita.

“Noi andremo bene, mia gattina, ma prometti che farai tutti quello che Yuki ti dice, è molto importante” disse Shintaro con un sorriso sul volto, cercando di calmare la sua piccolina. Sakura camminò piano verso Kisshu, che in quel momento stava in braccio a sua madre, e ancora una volta si inginocchiò e lo guardò. Il piccolo Kisshu fece lo stesso con i suoi occhi color ambra.

“Kisshu, posso chiederti una cosa?” domandò. Kisshu non rispose ma annuì “Se succede qualcosa a me e Shintaro...puoi prenderti cura della mia bambina? Mi fido di te abbastanza per sapere che puoi farlo, lo so che tu sei solo un ragazzino ma lei è tutto per me, puoi promettermelo?“ il ragazzo rimase in silenzio per un po’ ma poi disse:

“Lo prometto, non lascerò che nulla di male le accada” Sakura sorrise e abbracciò il ragazzo

“Sakura, dobbiamo andare ora...gli angeli sono appena arrivati, non abbiamo molto tempo, tra poco i demoni arriveranno al villaggio” disse Shintaro, gli altri tre adulti annuirono e le due coppie partirono dopo aver detto un ultimo addio ai loro figli. I bambini rimasero lì, guardando loro genitori partire fino a quando non poterono vederli piú. Yuki li guardò e poi prese le loro mani.

“Dai, vi porterò in un posto sicuro”

Yuki portò i due in un fitto bosco, al centro stava una grande casa di legno dove altri abitanti del villaggio si erano nascosti. Neonati, bambini, adolescenti e anziani stavano lì. L’alieno maggiore portò Kisshu e Ichigo all’interno della casa e prima di partire per aiutare gli altri nella battaglia, disse:

“Tutti voi dovete stare qui, così i demoni non vi troveranno, sarete perfettamente al sicuro.” E con questo egli partì. I bambini più piccoli erano molto spaventati, anche Ichigo. Kisshu notò la paura che avvolgeva la sua amica e ricordando la sua promessa, le si avvicinò e l’ abbracciò in un modo molto protettivo. Durante lunghe ore tutti restarono lì, alcuni in silenzio, altri dormendo...

Fino a quando qualcuno aprì la porta. Tutti alzarono gli occhi per vedere chi era... si trattava di Yuki, stanco e ferito. Portava delle notizie: avevano vinto la battaglia contro i demoni ma avevano perso molti soldati...
Nei giorni seguenti gli abitanti del villaggio li aiutarono: una metà verificava se i bambini dei quali i genitori erano morti in battaglia avevano ancora qualche membro della famiglia che potesse prendersi cura di loro, mentre l’altra metà portava i bambini, i cui genitori erano vivi, alle loro famiglie. Purtroppo Kisshu e Ichigo avevano perso entrambi i genitori nella tragica battaglia. Alla notizia, il piccolo alieno era rimasto in silenzio, cercando di non versare una lacrima, di essere forte per Ichigo, che piangeva la morte de suo genitori tra le braccia del suo amico.


Kisshu fu portato a casa di suo nonno, l’unico membro della famiglia che aveva, e questo accettò Ichigo nella famiglia per evitare che lei fosse portata in un orfanotrofio. Ella rimase con loro finché un giorno...lei e Kisshu stavano nella camera quando due uomini apparvero in casa del nonno, uno di loro era umano con il DNA di un gatto mentre l’altro era un angelo, con aveva ali bianche sulla schiena. Essi parlarono da soli con il nonno di Kisshu. Il piccolo alieno appena vide suo nonno annuire e a volte guardare lui e Ichigo sentì che qualcosa non andava bene. Quando suo nonno ei due uomini si avvicinarono a loro, lui spinse la ragazza vicino a lui mentre lei nascose ilvolto nel suo petto.

“Kisshu, questo due signori sono qui per prendersi cura di Ichigo” disse il vecchio.

“Non devono prendersi cura di lei..ho intenzione di farlo io stesso...ho fatto una promessa e ho intenzione di mantenerla...” ribatté Kisshu, sentendo Ichigo afferrare la sua camicia

“Kish, lei è speciale e questi signori sanno che cosa fare con i bambini come lei”

“Lei non ha bisogno di loro, ha me...e se lei va, vado pure io!”

Il nonno sospirò, guardò i due uomini e annuì. Improvvisamente uno degli uomini afferrò Kisshu per un braccio e lo separò da Ichigo mentre l’altro afferrò la mano della bambina e la trascinò con forza fuori di casa, lei era molto spaventata e cercò di fuggire, tentando di tornare dal suo amico. Ma l’uomo era molto forte e la trascinò all’interno della vettura, dove stavano altri bambini. Kisshu fuggì dalle braccia dell’altro uomo e corse dietro a loro ma suo nonno lo prese.

“No! Ichigo!” gridò il ragazzo

“Kish, si prenderanno cura di lei, non ti preoccupare” disse suo nonno, l’uomo aprì la porta della vettura e mise Ichigo all’interno, rapidamente la chiuse in modo che lei non potesse fuggire. La bambina iniziò a piangere mentre guardava Kisshu.

“No! Lasciarla andare!” gridò il piccolo alieno

“KISH! KISSHU!!!” gridò la ragazza disperatamente mentre i due uomini entravano nella vettura e si spostavano fuori del villaggio

“ICHIGO!!”


Un ragazzo di occhi ambra si svegliò, rapidamente si alzò dal letto, il suo corpo sudava e tremava

‘Quel sogno di nuovo...’ pensò il ragazzo mentre apriva le tende della finestra della sua camera, lasciando che la luce del sole illuminasse la sua stanza e il suo pallido e muscoloso corpo. Il giovane adolescente si volse al suo comodino e prese una foto su di esso. Lì erano raffigurati quattro adulti e due bambini che si abbracciavano felici, il ragazzo rimase lì, guardando la foto per un po’...poi chiuse gli occhi e sospirò...

“Sono passati 12 anni...Ichigo...”



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