Iniziative
FW.it nel Mondo
Rules, Help & Co
La battaglia finale di Lady Carol
Categoria: Originali - Commedia
Rating: Per tutti
Personaggi: Non indica
Genere: Avventura, Azione, Commedia
Note: Flashfiction
Aggiungi la storia ai preferiti
Stampa il capitolo | Stampa la storia
Capitolo pubblicato il 24-09-2008
Commenti al capitolo - 3


Testo su Tutta la Pagina Testo sull'80% della Pagina Testo sul 60% della Pagina # Aumenta Interlinea Interlinea Normale Riduci Interlinea # Ingrandisci il Font Reimposta il Font Rimpicciolisci il Font

Note d'introduzione: Raccontino originale scritto per il Pannolini!Challenge.

La battaglia finale

Matteo si mise in piedi lentamente e cautamente, ancora poco sicuro sulle gambe. Si era appena svegliato, dopo una mattinata di studio e nuove scoperte, così ora aspettava che iniziasse il suo programma televisivo preferito.

Dov’è quel coso che mamma usa per accendere la scatola nera?

Individuò il telecomando, o come diceva lui “coso che mamma usa per accendere la scatola nera”, mosse qualche passo traballante verso il punto in cui si trovava e si appoggiò al tavolino del salotto.

Uff, è sempre così lontano, perché mamma lo lascia nei posti meno agevoli per me? Oh, no, non voglio cadere!

Pum!
Un piccolo tonfo soffocato riecheggiò nella stanza, per fortuna Matteo non si fece male, avendo un air bag piuttosto sostanzioso a protezione del popò.

Perché devo sempre cadere se mi sbilancio? Ehi, e questo cos’è?

Guardò in basso e notò un paio di pantaloncini gialli che non si era accorto di avere addosso, dai quali sbucava un elastico assai curioso: era bianco, si intravedevano degli elefantini colorati che lo percorrevano tutto, come se stessero correndo e saltando, viste le posizioni diverse che assumevano. Matteo incuriosito abbassò leggermente il bordo dei pantaloncini e un’espressione disgustata si dipinse sul suo volto.

Non è possibile! Mamma mi ha rimesso questo coso che non sopporto più.

Iniziò a dimenarsi per riuscire a togliere i pantaloncini gialli che gli fasciavano tutte le gambe, fino ai piedi. Uno strattone ora, uno strattone poi, i pantaloncini nel giro di un quarto d’ora giacevano inermi sul pavimento vicino a un Matteo sorridente. Ora poteva vedere meglio quella cosa che odiava da qualche mese, perché non gli serviva più.
Notò sui lati due striscioline di scotch che servivano per tenere unite le parti davanti e dietro, cercò in tutti i modi di staccarne una.

Usano una colla speciale per queste strisce? È impossibile staccarle, non riuscirò mai a toglierli.

La lotta continuava: le striscioline non volevano saperne di staccarsi e Matteo non voleva e non doveva arrendersi per raggiungere la libertà tanto agognata. Finalmente il dito indice della mano sinistra riuscì a sollevare buona parte dello scotch e il nostro eroe lo strappò letteralmente con quanta forza aveva in corpo.
Cercò di fare lo stesso con la strisciolina dal lato destro, ma non riuscendoci pensò a una soluzione alternativa per quella tortura.
Pensa che ti ripensa, alla fine constatò che forse sarebbe riuscito a togliere quell’affare ingombrante anche senza strappare tutto lo scotch, così provò ad attuare la stessa tecnica che aveva usato per togliersi i pantaloncini.
Mamma Stefania passò nel preciso istante in cui Matteo era riuscito finalmente a togliere la gamba destra dalla trappola infernale che lo opprimeva: – Matteo, piccola peste, cosa credi di fare? – chiese, come se non avesse notato lo stato del campo di battaglia, dove da una parte giacevano pantaloncini gialli e pannolino, ormai distrutto, e dall’altra il piccolo Matteo sorrideva trionfante per aver vinto quella guerra.

Ah, brutto coso, ce l’ho fatta a liberarmi di te. Tu e i tuoi compagni non mi avrete mai!



↑ Torna in Cima ↑