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La Cometa di Kero di Arwen88
Categoria: Anime e Manga - Tsubasa Reservoir Chronicle/xxxHolic
Rating: Per tutti
Personaggi: Syaoran, Sakura
Genere: Romantico
Note: Missing Moment, Oneshot
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Capitolo pubblicato il 16-08-2010
Commenti al capitolo - 1

Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

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Partecipa al Cielo d'estate, set Stella Gialla prompt "Stella cometa".





La Cometa di Kero







-Shaoran, Shaoran!-
La voce felice di Sakura risuonò nella biblioteca del palazzo reale. L'anziano maestro di corte in piedi vicino alla porta sapeva che sarebbe stato il caso di riprenderla ma nonostante tutto sorrise dolcemente alla ragazzina e la osservò correre tra gli scaffali cercando il giovane archeologo che a conoscerlo di sicuro si stava agitando in preda all'imbarazzo nel sentire quel richiamo.


I piccoli piedini cessarono la loro corsa quando dietro ad un alto
scaffale improvvisamente incontrarono la loro meta: un ragazzino col viso rosso ed un libro stretto tra le mani.
Sakura sorrise, lanciandosi verso l'amico.
-Shaoran!-
Il ragazzo richiuse il libro piano, cercando di non far volare via la polvere che si era rintanata tra le pagine.
-Principessa...-
La giovane strinse le labbra in un piccolo broncio.
-Quante volte ti ho detto di chiamarmi Sakura?-
Shaoran sorrise, rimettendo il libro al suo posto ed esaudendo la richiesta della ragazza.
-Sakura... dimmi.-
La principessa rilassò le spalle, guardandolo con occhi felici.
-Questa sera sei libero?-
Shaoran inclinò il capo sulla spalla, pensando.
-Papà ha detto che sarebbe andato a far visita a dei suoi amici perciò credo di sì. Come mai?-
La giovane batté le mani, la felicità dipinta in viso.
-È una sorpresa! Ci possiamo trovare al tramonto davanti alla scalinata del castello?-
-Sì...-
-Bene!-
Con l'ennesimo sorriso la ragazza batté ancora le mani prima di voltarsi e correre via, salutandolo con la mano.



Shaoran osservava il sole calare in lontananza, nascondendosi dietro alle dune di sabbia che circondavano il paese. Nelle strade si sentiva l'aria rilassata ed il cicaleccio della gente che faceva le ultime compere o iniziava a tornare a casa per la cena.
Aveva viaggiato molto con suo padre ma nessun posto era come quel regno, da nessuna parte si poteva respirare quella calma plasmata da anni e anni di pace.
Con un sorriso abbassò lo sguardo sul fagotto che aveva portato con sé: Dakumi, uno strano dolce bruno che aveva scoperto nell'ultimo viaggio ed il cui nome sembrava un miscuglio di radici di parole antiche. Aveva deciso di prepararli per la principessa visto che avevano non solo un buon sapore ma anche un cuore di marmellata di mele. E tutto il regno sapeva quanto lei andasse pazza per le mele.
-Shaoran...-
Il sussurro giunse alle spalle del ragazzo e lui si voltò sorpreso, scoprendo la principessa affacciata ad una finestra con l'aria della cospiratrice e una piccola ruga tra le sopracciglia mentre cercava di non mostrarsi troppo irritata mentre gli faceva segno di avvicinarsi.
-Il fratellone mi ha proibito di uscire e ha chiusi dall'interno le porte del palazzo... pensi di poter riuscire ad entrare da qui?-
Shaoran sorrise passando il fagotto alla ragazzina per potersi issare dalla finestra. Quando mise piede nel corridoio proprio vicino a lei la trovò intenta ad osservare il pacchetto e a cercare di annusarlo per poi assumere un'aria colpevole, come a volersi scusare della propria curiosità.
-Posso chiedere...-
Shaoran sorrise aprendo il nodo del fagotto ancora tra le braccia di lei.
-Sono Dakumi, dei dolcetti che ho trovato in un altro regno. Speravo vi potessero piacere.-
Per un attimo Sakura sembrò combattuta tra la felicità per quel pensiero e l'irritazione per il "voi".
Risolse voltandosi e prendendolo per mano, conducendolo per i corridoi col viso in fiamme ed il fagotto ben stretto al petto.

-Fai piano... Credo che il fratellone stia cercando di scoprire dove sono e che faccio...-
Shaoran seguiva la sua principessa con il sorriso sulle labbra su per l'ennesima scalinata del palazzo.
-Dove stiamo andando?-
-All'osservatorio che sta in cima alla torre, Yukito mi ha detto che stasera ci sarà una cosa interessante e beh...- abbassò lo sguardo nonostante lui fosse più o meno un passo indietro a lei e non potesse certo vedere i suoi occhi. -Pensavo che sarebbe stato carino assistere insieme.-
Quasi attendendo una risposta si voltò verso il ragazzo, scoprendolo però a sorriderle dolcemente.
-Mi piacerebbe molto...-
Con rinnovato vigore Sakura sorrise lasciando per un attimo la mano di lui per poter aprire la porta in cima alle scale e dunque uscire sulla terrazza.

Shaoran osservò il cielo notturno, le luci del paese erano ormai basse rispetto a loro ed erano comunque talmente soffuse da non creare problema di sorta per chi volesse osservare le stelle.
E sembravano essercene in abbondanza da osservare.
Rilassati, i due ragazzi si avvicinarono al parapetto, osservando le varie costellazioni risplendere sopra di loro, le stelle utili ai viaggiatori per comprendere meglio le direzioni e poi quel piccolo sentiero fatto di punti luminosi lassù sopra alle loro teste.
Il ragazzo sorrise ripensando alle innumerevoli storie che aveva sentito durante i suoi viaggi a proposito di Dei e abitanti di stelle e delle loro vicende tristi e romantiche o talvolta solo buffe.
D'improvviso, sentendosi osservato, si voltò, scoprendo la principessa intenta a guardarlo con un'espressione felice.
-Speravo tanto ti piacesse.-
Shaoran annuì, contento. lo sguardo scivolò sui dolcetti ancora tra le braccia di lei.
-Se vuoi puoi assaggiarli...-
Sakura sorrise spostando la sua concentrazione, pensando in cuor suo che sicuramente sarebbero stati buoni e anche che lui senza notarlo le aveva dato del tu.
I dolcetti si rivelarono croccanti all'esterno e incredibilmente morbidi all'interno, conservavano il sapore della pasta frolla ma anche quello delle mele. Più qualcosa di speziato.
Addentando il secondo biscotto Sakura pensò che forse avrebbe dovuto chiedere a Shaoran di passare la ricetta al cuoco di palazzo, poi però cancellò l'idea: era meglio fare in modo che solo lui sapesse come farli, così magari avrebbe avuto una scusa per andare a casa sua a chiederglieli. O magari avrebbe potuto chiedergli di insegnargli di persona come farli.
Lanciò un vago sguardo al ragazzo seduto affianco a lei, la parete dietro le loro schiene.
Finalmente potevano stare vicini e questo la rendeva tanto felice: aveva aspettato per settimane il suo ritorno nel regno.
Shaoran forse non l'avrebbe mai detto ma quel silenzio gli piaceva tanto, tutta la serata si stava rivelando piacevole. Forse era merito del sapore delle mele o forse del cielo stellato sopra di loro, o forse solo del leggero calore che poteva sentire provenire dal corpo di lei affianco al suo.
-Quale sarebbe questa cosa interessante di cui ha parlato il sacerdote Yuki?-
La principessa prese aria prima di partire con le spiegazioni, felice di potersi dimostrare preparata.
-Si tratta di una stella cometa: è stata scoperta più di cento anni fa da uno studioso del palazzo, si tratta di una stella che con una frequenza di cinquant'anni passa così vicina alla Terra da poter essere visibile ad occhio nudo e stanotte passerà proprio sopra il nostro regno!-
-E come si chiama?-
Sakura sollevò un dito, dandosi un'aria solenne.
-Cometa di Kero.-
-"Kero"?-
La ragazza si voltò verso Shaoran, perdendo un po' di sicurezza registrando l'espressione perplessa di lui.
-Mm. Sì, si chiama così.-
-Perché proprio "Kero"?-
La giovane sollevò le spalle, facendo mente locale.
-Mi pare fosse il soprannome dello studioso.-
-Ah...-

I biscotti lentamente finirono, le stelle ruotavano nella volta celeste e la luna che era sorta calò piano piano mentre la temperatura si abbassava e la principessa decideva di spiegare delle coperte che aveva portato lì nel pomeriggio, avvolgendosi insieme al di sotto, ignorando i loro cuori che parevano accelerare.
Le ore passavano lentamente, segnate dai respiri calmi e dai disco si e da qualche piccolo sbadiglio, finché il cielo non iniziò a schiarirsi e lontano all'orizzonte non comparvero i primi raggi del sole.
Shaoran si passò una mano sugli occhi, muovendosi appena mentre affianco a lui sotto la coperta Sakura copriva con la mano un grande sbadiglio.
-Alla fine non è passata...-
La giovane annuì, rimuginando anche lei su quel fatto.
Il sole sorse lentamente e la temperatura si sollevò, rendendo inutile la coperta. Ma nessuno dei due diede cenno di volersene liberare, intenti forse a pensare che lì sotto avrebbero potuto continuare a tenersi per mano senza che l'imbarazzo la facesse da padrone.
Sussultarono quando la porta della terrazza si aprì; non fu il fratello della principessa ad affacciarsi però, bensì il sacerdote che subito li individuò, seduti per terra. Yukito li osservò guardarlo entrambi rossi in viso e decise di fare finta di niente, sorridendogli.
-Allora, alla fine la stella cometa è passata?-
I due ragazzini scossero il capo mentre Sakura iniziava a dare spiegazioni.
-Abbiamo passato tutta la notte ad aspettare ma non è passato nulla...-
Il sacerdote lanciò un'occhiata al cielo, pensando.
-Magari è in ritardo... Anche lo studioso che l'ha scoperta si dice fosse spesso in ritardo, mi pare di aver sentito dire fosse un gran dormiglione.-
Riportò lo sguardo sui due giovani, scoprendoli estremamente sorpresi ed un po' confusi.
-Il sole però ormai è sorto, non credo la potrete più vedere anche se passa. E poi la colazione è pronta, sarà meglio che scendiate: ho già fatto mettere una sedia anche per te, Shaoran. rimani a mangiare qui?-
-Oh, sì, grazie...-
-Bene!-
Con un sorriso il giovane decise di ritirarsi ma prima di richiudere la porta della terrazza decise di dare un ultimo consiglio.
-In fondo, non è poi tanto importante essere riusciti a vederla, no? Fondamentale è averla aspettata.-

Per un attimo i due ragazzi non capirono le sue parole ma poi, mentre i passi sulle scale si affievolirono, compresero che la serata non sarebbe stata migliore se la stella fosse passata: era già stata perfetta così, con i biscotti alle mele, le coperte in cui avvolgersi e quel leggero tepore che entrambi erano riusciti a sentire.














Oh, quant'è carina... Così dolce... Adoro questa coppia e adesso mi sto abbracciando da sola non solo per essere riuscita a scrivere la terza storia per il set (in ordine di scrittura, non di pubblicazione) ma soprattutto perché è così carina... Almeno per me!
Spero possa piacere anche a voi, bye bye!





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