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Waiting for you di Arwen88
Categoria: Anime e Manga - Witch Hunter Robin
Rating: 14+
Personaggi: Toko Masaki, Amon
Genere: Angst, Introspettivo, Sentimentale
Note: OOC, Oneshot, Slices of life, What if?
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Capitolo pubblicato il 31-05-2010
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Partecipa allo Sfiga Fandom Fest, prompt: Witch Hunter Robin, Tooko Masaki, sentirsi uno zerbino
Il prompt è naturalmente inteso in senso figurato.
Ecco Tooko, innamorata, leggermente ooc, che aspetta Amon.





Waiting for you




Tooko strinse lo schienale del sofà con le dita sottili, nervosa.
Il cellulare squillava a vuoto.
Prese a morsicarsi il lato del labbro con i denti candidi chiedendosi ossessivamente cosa stesse facendo Amon di così importante da non poter nemmeno rispondere al telefono.
Un attimo dopo si disse che, certo, il suo lavoro era duro... ma poi tornò a chiedersi se non fosse con qualcun'altra.
Scosse la testa, passando una mano tra i lunghi capelli: Amon era il suo fidanzato, non l'avrebbe mai tradita. Lo conosceva bene, non era il tipo.
Ma quell'accidenti di telefono continuava a squillare a vuoto.
Improvvisamente dall'altra parte venne presa la comunicazione e Tooko si ritrovò a trattenere bruscamente il respiro.
La voce del cacciatore arrivò fino a lei attraverso l'apparecchio.
-Pronto?-
-Amon! Sono io!- Si rese troppo tardi di aver quasi urlato. -Ti stavo cercando ma non rispondevi mai...-
E ora si stava lamentando. Tooko pensò che stava sbagliando, che così certo non l'avrebbe convinto ad andare da lei. Ma tutto continuò così come tutte le volte e prima che lei se ne rendesse conto la sua voce assunse quasi una nota implorante. Un tono che le faceva rabbia e quasi disgusto ma che inevitabilmente tirava fuori con lui.
Lui mormorò qualcosa che era decisamente una scusa, neppure troppo convinta, sul lavoro e la donna si ritrovò ad affondare le unghie nella stoffa ruvida. Perché in fondo aveva troppa paura di perderlo.
-Ti capisco, certo. Però... Senti, io sono sempre qui quando vuoi... Se non ti va di vederci fuori potrei venire io da te oppure passi da me e ti preparo qualcosa di caldo...-
Spuntò fuori il nome di Robin, la sua nuova coinquilina. In effetti si era dimenticata di lei.
-Allora potremmo andare da qualche parte a mangiare insieme, che ne pensi? Ho visto un posto carino, tanto intimo...- E sì, si rendeva conto di starlo quasi a supplicare, solo per poterlo vedere, e stava quasi per provare pietà per se stessa.
Deglutì: sapeva che lui a quel punto avrebbe mormorato qualcosa, una scusa, e le avrebbe detto che sarebbe stato per un'altra volta. Lo batté sul tempo, riprendendo ancora a parlare.
-Amon, tu mi ami?-
L'aveva chiesto di getto e solo l'attimo dopo si rese conto con terrore del silenzio glaciale dall'altra parte. Cercò di recuperare le ultime briciole di dignità con un leggero balbettio: -Io ti amo, te l'ho detto altre volte e... ricordi? Dicevo che vorrei la nostra relazione diventasse più profonda, te lo ricordi?-
Stancamente, Amon affermò. Tooko si guardò attorno, cercando un appiglio per continuare la conversazione.
Fu lui però a riprendere a parlare.
-Darò da fare a Robin, va bene? Potremo stare da te.-
-Va bene!-
Sorrideva, le spalle che tremavano leggermente per l'emozione. Ma nel momento in cui posò la cornetta al suo posto si disse che era stupida ed il sorriso scivolò via.
Sì, lui sarebbe andato da lei, forse avrebbero mangiato, forse no. Più probabilmente lei avrebbe cercato di riprendere il discorso e lui l'avrebbe distratta con quel suo fare magnetico, i baci e le carezze di quelle sue mani forti. Sarebbero finiti a letto, come sempre. Lei non gli aveva mai detto di no, non ci aveva mai pensato a dirlo, non l'aveva mai voluto. Perché lei era sempre disponibile per lui, in qualunque momento lui volesse.
Ma la mattina dopo si sarebbe svegliata nel letto sfatto, da sola, senza nemmeno il calore di lui al suo fianco. E ancora una volta la risposta alla sua domanda non sarebbe arrivata.
Perché rompere in mille pezzi un castello di ghiaccio se ti piace tanto visitarlo?
Tooko lo sapeva: non stava rendendo onore a se stessa, si stava vendendo per un bacio, per una carezza, per un cenno o una telefonata che forse non sarebbe mai arrivata.


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