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Tenersi in disparte di Arwen88
Categoria: Anime e Manga - Witch Hunter Robin
Rating: Per tutti
Personaggi: Robin Sena, Altri
Genere: Introspettivo, Malinconico
Note: Missing Moment, Oneshot
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Capitolo pubblicato il 16-04-2010
Commenti al capitolo - 1

Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

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Breve one shot su quel che penso sia successo tra le puntate sei e sette della serie. Introspettiva dal punto di vista di Robin.
Partecipa allo Sfiga Fandom Fest, prompt: Witch Hunter Robin, Robin, -Tooko... e Amon?-




Tenersi in disparte




La pioggia batteva con insistenza sull'ombrello mentre Robin guardava le acque del fiume, in piedi su uno dei ponti del parco. Ormai era tardi e la ragazza diede le spalle alla ringhiera del ponte, decisa a tornare a casa.
Ma d'improvviso il suo sguardo si posò su altre due figure a spasso nel parco a quell'ora tarda.
Sorpresa, Robin inarcò appena le sopracciglia.
-Tooko... e Amon?-
Non era ben certa del motivo, ma vederli insieme, con quell'aria così intima sotto lo stesso ombrello, le strinse il cuore e d'improvviso la pioggia gelata era ancor più in sintonia col suo umore rispetto persino a dieci minuti prima, quando nella sua mente stava dicendo addio ad un'amica.
"Non ne sapevo niente..."
Robin li seguì con lo sguardo chiedendosi perché Tooko non le avesse accennato a quella relazione. Da Amon certamente non l'avrebbe potuto sapere, probabilmente ancora non la riteneva veramente una partner. Ma lei... Abbassò lo sguardo, perdendo di vista i due ormai scomparsi dietro agli alberi. Aveva pensato che in fondo fossero amiche... ma forse era qualcosa che Tooko aveva preferito tenere per sé.

La ragazzina si incamminò verso casa, i pensieri un po' confusi, il passo lento.
Quando raggiunse l'edificio alzò lo sguardo alle finestre: le luci erano accese sia nel salotto che nella stanza di Tooko.
Riabbassò lo sguardo.
"Devono essere ancora insieme."
La sua ipotesi fu confermata dalla vista dell'auto di Amon, parcheggiata dall'altra parte della strada.
La giovane scosse la testa ed i ciuffi chiari schiaffeggiarono appena le sue guance mentre nella mano stringeva un po' di più l'ombrello.
-Non voglio assistere... a quello.-
Sotto la pioggia scrosciante la giovane cacciatrice si allontanò, figura scura nel buio della notte, solo il parapioggia chiaro ben visibile.
Non sapendo dove andare, o forse spinta dalla necessità di parlare con qualcuno, si ritrovò presto nei pressi dell'Harry's. Ma le luci erano spente, ormai era troppo tardi anche per l'attività.
Mentre una macchina le passava affianco, spruzzando d'acqua il marciapiede poco più avanti, si rese conto di avere fame. All'idea però di ritornare a casa troppo presto e correre il rischio di trovare Tooko e Amon intenti in affari privati scosse nuovamente la testa, gli occhi chiusi, il sordo dolore al cuore che sembrava aumentare.
Continuò a camminare. Forse per ore.
Infine fu troppo stanca e, sebbene a malincuore, dovette arrendersi e tornare a casa.
Quando svoltò l'angolo vide una figura scura uscire dal portone. In fretta tornò nell'altra via, sporgendosi solo con la testa. Vide Amon sollevarsi il colletto della giacca e fare una breve corsa fino all'auto. Poco dopo le luci si accesero e la macchina si allontanò lungo la via, nella direzione opposta a dove stava Robin.
Lentamente la ragazza lasciò il proprio nascondiglio, avvicinandosi all'appartamento. Uno sguardo ai piani superiori le bastò per capire che Tooko doveva essere nella propria stanza.
In silenzio aprì il portone ed entrò nell'appartamento.
Era tutto in ordine, tutto come quando lei era uscita. Tranne le scarpe di Tooko, naturalmente: quella mattina quelle non c'erano. Robin camminò scalza per il salotto. Sobbalzò quando dalla camera della coinquilina provenne un rumore e quasi si sentì in colpa della propria presenza. Ma la donna sembrava essersi messa a letto e, leggermente tranquillizzata, Robin si guardò attorno meglio.
Per andare nella propria stanza sarebbe dovuta passare davanti all'altra e sebbene forse non sarebbe stata notata preferiva non rischiare. Si sedette sul divano, stringendosi le mani.
"Non è possibile che sia io a sentirmi in colpa, non sono io quella che ha tenuto nascosta la propria relazione col partner della coinquilina... Ma no, forse mi sbaglio. Magari è tutto un equivoco. O forse sono io l'unica a non essersene mai accorta."
Immersa nei suoi pensieri, Robin sciolse i capelli, poggiò i laccetti sul basso tavolino e stancamente si sdraiò sul sofà, coprendosi col proprio cappotto.
"In fondo Tooko è una donna... Per Amon io..."
Si voltò di lato, dando le spalle alla stanza, chiudendo infine gli occhi.
"Forse sono solo una ragazzina."





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