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Vespa di Arwen88
Categoria: Anime e Manga - Witch Hunter Robin
Rating: Per tutti
Personaggi: Robin Sena
Genere: Generale
Note: Missing Moment, Oneshot
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Capitolo pubblicato il 11-04-2010
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*__* Son tornata a scrivere qui! Partecipa allo SfigaFandom Fest, prompt: Witch Hunter Robin, Robin, Vespa (la moto)



Vespa


La Vespa correva per le vie della città, sul sellino c'era seduta una giovane ragazza bionda, i capelli sciolti che sfuggivano dal casco, sferzando l'aria alle sue spalle.
La ragazza sorrideva, felice di quel regalo per i suoi quattordici anni: una vecchia Vespa a seconda mano che i monaci le avevano comprato facendo una colletta tra coloro che le volevano bene.

Quando quella mattina Robin si era alzata e aveva poggiato le piante dei piedi sul pavimento freddo della sua piccola stanza aveva rabbrividito appena scacciando però presto il pensiero del freddo, sostituendolo con quello del proprio compleanno.
Finalmente aveva quattordici anni.
Si era impegnata per mesi in lavoretti straordinari per racimolare i soldi delle prime rate di una Vespa che un signore del quartiere aveva messo in vendita. Aveva persino frequentato i corsi per avere il patentino.
Robin si alzò e si diresse al lavabo, versò la caraffa d'acqua gelida nel catino e si lavò la faccia per poi tendere la mano verso l'asciugamano bianco.
Si guardò al piccolo specchio con un sorriso.
Avrebbe potuto avere la Vespa, una Vespa tutta sua, avrebbe potuto correre per la città, finalmente libera.
Mentre si infilava il vestito scuro pensò che naturalmente questo era stato meglio non dirlo al Padre Superiore. "Voglio far risuonare le viuzze con il rombo della moto, voglio sentire il vento sulla faccia, voglio poter correre lontano da qui, andare dove voglio io." Ecco, era decisamente meglio tenere certe cose per sé. Aveva fatto bene a nominare solo il desiderio di iniziare ad essere responsabile di qualcosa e il fatto che non avrebbe più necessitato di chiedere a Fratello Marco di darle un passaggio col pulmino del convento. Forse anche l'accenno alle condizioni di viaggio sui mezzi pubblici era stato utile.
Robin finì di farsi i codini annuendo allo specchio.
Il Padre Superiore era stato molto buono ad acconsentire alla sua richiesta, chiedendole solo di aspettare fino al giorno del quattordicesimo compleanno.

Robin uscì dalla propria stanza richiudendo piano la porta dietro di sé, cercando di fare meno rumore possibile. In silenzio scese le scale di pietra, dirigendosi verso il refettorio.
Era a metà della sua colazione fatta di pane e latte quando Fratello Francesco le disse che c'era una cosa da fare nel cortile inferiore, chiedendole se potesse aiutarlo. Robin mandò giù il cibo e sorrise, annuendo, felice di poter essere d'aiuto, rimandando mentalmente l'appuntamento col signore della Vespa a dopo che avrebbe dato una mano.
Iniziò a stupirsi quando notò che non erano gli unici due a scendere le scale diretti verso il cortile, la sorpresa aumentò quando fece caso al fatto che tutti i confratelli parlottavano allegri e tra i bisbigli alle sue spalle il suo nome si ripeteva di sovente. Ma ad una sua occhiata curiosa da sopra la spalla tutti sembrano smettere di parlare, limitandosi a ridacchiare mentre li seguivano giù.
Le motivazioni dietro al loro comportamento le furono chiare solo quando d'improvviso si fermò, trovandosi davanti la Vespa sul cavalletto, in bella mostra proprio al centro del cortile.
-La... Vespa.-
Qualcuno aveva riso, dandole un colpetto sulla spalla.
-La tua Vespa, è tutta per te, piccolina.-
Non si era nemmeno voltata, in quel momento non si era neppure impegnata a capire di chi fosse quella voce tanto familiare, aveva solo camminato verso il motorino, le labbra schiuse per la sorpresa, le guance un po' rosse.
Lentamente aveva passato la mano candida sul sellino di pelle, sentendo le fibbre consumate, aveva poi sfiorato il manubrio, il fanalino, osservato quasi con ammirazione la vernice bianca finalmente pulita -il signore non la lavava da anni-.
Era ancora persa nella sua contemplazione quando si era alzata una voce dal gruppo di frati e lei aveva sollevato la testa.
-Non lo vuoi fare un giro inaugurale?-
Certo che l'aveva voluto fare, e di corsa.

Così adesso Robin correva per le stradine della cittadina della Toscana, riempiendo le strette stradine del rumore del vecchio motore, volando quasi su quell'asfalto grigio e un po' disconnesso, sorridendo a chiunque incrociasse. Il cielo era nuvoloso, il vento un po' freddo, il casco leggermente pesante, ma lei era felice. Felice, felice, felice.
In sella alla sua Vespa.


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