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Present Tense di Black Friday
Categoria: Originali - Generale
Rating: 14+
Personaggi: Non indicati
Genere: Generale
Note: Drabble, Flashfiction, Linguaggio colorito, Raccolta
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Capitolo pubblicato il 09-10-2008
Commenti al capitolo - 2

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Present Tense

Note:
Dopo tanto penare pubblico questo nuovo frammento sui gemelli immortali, stavolta con dedica speciale a Bluemary. Grazie del sostegno e dell'incoraggiamento cara, non sai quanto significhino per me! *_*


Quello che rimane
[Prompt: Lemon Yellow]

Sostenuta e costante, la brezza non smette di spazzare l'etere: una distesa turchese chiazzata di bianco dove accumuli di nubi pastose s'inseguono e cozzano tra loro, sospinte dalla corrente.
E' lo scenario che si riflette nelle iridi verdi d'un uomo che ha scelto di tornare bambino, per un momento; c'è un sorriso infantile, infatti, latente in quegli occhi e non tarda a manifestarsi. Con lo sguardo a catturare il cielo, Emer è disteso sul terreno; poi si leva a sedere e si stiracchia con indolenza, la coda disordinata e fili d'erba fra la chioma castana.
Thyst sta a pochi centimetri da lui, a gambe incrociate e con la schiena ricurva.
Intona piano una vecchia ballata in una lingua antica... ci sono volte in cui entrambi credono d'averlo scordato quell'idioma.
La voce ad un tratto si spegne ed Emer guarda la sorella rabbrividire al soffio d'una folata più forte. Così le si avvicina lentamente, circondandole con un braccio le spalle.
- Cosa vedi? - le chiede di punto in bianco, indicando il paesaggio. Una collina, invasa da fiori colore limone, una distesa di petali gialli adagiata sul verde intenso del prato.
- Un posto che non esiste più. Non dovremmo tornarci. - Thyst è una maschera di serietà, non tentenna un secondo nella risposta.
- Sbagliato – dice Emer, facendo scivolare la mano calda e ruvida dietro il collo della sorella, indugiando col pollice in carezze leggere.
- Vedi quei fiori di campo? -
Lei annuisce pur non capendo dove il gemello voglia arrivare.
- Considerali come quello che cresce dalle nostre radici, quello che rimane di cosa siamo stati quando eravamo ancora innocenti. Sono piccoli soli che devono illuminare il nostro presente. -
Thyst lo squadra basita.
Un velo d'imbarazzo cala all'improvviso, sulle parole vince il silenzio.
- Perle dal tuo viaggio in oriente? - gli domanda dopo essersi ripresa, senza trattenere una certa ilarità.
- Che stronza – mugugna Emer - per una volta che faccio la persona seria! -
- Si? Allora Dalai Lama, qual'è la prossima lezione di saggezza? - mentre lo sfotte Thyst sogghigna e dà fuoco a una sigaretta.
A quel gesto Emer spalanca la bocca.
- E smettila di fumare! - esclama - Ti fa male! - la sua costernazione è troppo esagerata per sembrare autentica.
- Mi prendi per il culo? - ribatte lei asciutta, soffiandogli del fumo in faccia.
Emer non fa una piega, anzi la ripaga con la stessa moneta.
- Se ti prendo per il culo? C'è anche da chiederlo? - Alla reazione lei scuote la testa, lui imperterrito continua - Poi accendine una anche a me va, invece di fare l'egoista. -
Mentre si toglie di dosso il fratello con una spinta, Thyst ascolta risuonare la sua risata nell'aria e, dopotutto, deve ammetterlo a se stessa: non riesce a non sentirsi a casa.



[Ottobre 2008]




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