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Present Tense di Black Friday
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Capitolo pubblicato il 12-07-2008
Commenti al capitolo - 3

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Present Tense

Note:
Il triplo drabble che vi apprestate a leggere ha partecipato allo
Stiti-concorso indetto da DefenderX sul forum di IMG, classificandosi prima *_* (non ci credo); ovviamente il mio lavoro prende spunto da uno dei prompt proposti, ovvero "Wisteria Violet".
Ringrazio assai e bacio le mani a Maki per la beta lettura.

La storia dei due personaggi che incontrerete più sotto sarebbe lunga da spiegare, vi basti sapere che la protagonista di questo stralcio – Thyst - (per una serie di ragioni note su un'originale a quattro mani inedita e on hiatus) è un' immortale e si fa un sacco di pippe mentali sulla questione, ecco spiegato il tenore malinconico della prima parte. Il secondo personaggio è il gemello di lei - Emer - ed è afflitto dallo stesso "problema", ma ha un approccio migliore alla vita e, come vedrete, a modo suo cerca di far rinsavire la mal mostosa Thyst.
P.S. I nomi orridi hanno le loro ragioni... tentate di sopportarli e basta. XD
Il titolo è tratto da un'omonima canzone dei Pearl Jam, dunque a loro appartiene e nessun altro.



***

L'odore del glicine
[Prompt: Wisteria Violet]


Se ne sta scomposta su una sedia a dondolo protetta da un pergolato fiorito; una mano, sepolta tra i capelli arruffati, dà appoggio al capo, l'altro braccio pende da un lato, reggendo un bicchiere ormai vuoto. Cullata tra i fumi della sbronza alza la testa verso il suo cielo di grappoli in fiore e, seppur sfocata, le sembra di distinguerla tra petali e foglie: eterea, eterna... la Malinconia è un demone dalle sembianze di fata. Come sete preziose, spire viola e pervinca ne adornano la figura diafana e nuda, la sua unica veste consiste nell'odore intenso e pungente del glicine.
Quel profumo è un gas, e provoca asfissia; quel profumo è un veleno che satura l'aria.
E Thyst lo sa, ma in fondo è ciò che cerca rifugiandosi solitaria in quell'eremo di campagna.
Fugge a gusci vuoti di giorni dei quali non le importa e, poiché teme di crearne di nuovi, s'abbandona a remoti ricordi.

D'un tratto il rombo d'un motore la riporta al presente. Thyst scruta indolente la strada, sul suo volto non tarda a formarsi una smorfia.

- E' il giorno del nostro compleanno e tu sei prevedibile sorella. Mi sarei stupito di non trovarti rintanata in culo al mondo a commiserarti – Emer fa la sua entrata e lo sfottò di rito inizia.
Thyst sa fin troppo bene come finirà la faccenda, non le resta che grugnire un vano “rompipalle” a cui l'altro non dà la minima importanza.
- Ah! - lo sguardo girovago del suo gemello adocchia il liquore aperto in veranda – O forse ho sempre capito male e fai dei festini che nemmeno un baccanale... – un sorriso di scherno, poi prosegue – Bene. Stavolta non mi freghi ciccia, ho portato la dama alcolica! -
Thyst sa fin troppo bene come finirà la faccenda: suo fratello, da lì, non si schioderà tanto presto.



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