Present Tense di Black Friday
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Capitolo pubblicato il 13-02-2009
Commenti al capitolo - 1
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Legnese
[Chocolate Brown]
Sono nel mezzo degli eventi, in un tempo che scardinerà il senso delle loro esistenze. Ne hanno l'intuizione, in qualche modo. Avvertono una sottile minaccia nello scombinato intrecciarsi d'incontri e sensazioni, percepiscono i segni d'un microcosmo (il loro?) votato irrimediabilmente al suo termine.
Sono soli ora; una pausa nel dispiegarsi degli eventi. Nella reciproca compagnia dà sicurezza fingere che tutto sia e sarà come sempre: un familiare, quasi prevedibile, eterno presente. Nessuno dei due è ancora pronto ad ammetterlo, a riconoscere che la terra sotto i loro piedi ha preso a tremare sbriciolando i pilastri dell'immutabilità. Fa ancora troppa paura dare consistenza a questa possibilità attraverso la parola, ma perfino il silenzio, nello stato di sospensione inquieta in cui si trovano, pesa come un supplizio.
Thyst, satura dell'atmosfera, si sposta dal divano al tavolo, scrollandosi dall'ipnosi delle fiamme nel camino. Accarezza con le dita il bordo della massiccia superficie marrone, prima di raggiungere il suo portatile. Siede, apre il computer, inizia a scrivere. Il concentrarsi sulla composizione la distrae dall'intricato grumo di impressioni e presentimenti. Il tocco sui tasti è un'azione quasi rabbiosa, come stesse provando a schiacciare l'angoscia.
Emer scompare per un po' dalla sua vista e torna poco dopo, portando con sé due tazze di cioccolata fumante. Curiosamente, è tutt'altro che loquace oggi.
Allungando alla sorella la bevanda calda rovescia la propria, appoggiata sulla tavola appena un secondo prima; Thyst per una volta non si lascia andare a stoccate ironiche, piuttosto a rimbrotti.
- Guarda – dice Emer – la cioccolata è quasi dello stesso marrone del legno... -
Thyst annuisce stranita e continua – Bene, constato il tuo senso artistico, ma non credo il tavolo sia felicissimo. Dai una pulita. -
A questo punto, un rumore proveniente dal computer riverbera sul mobile e provoca una scossa fugace nel tenore della giornata.
- SHHHH! Non ne sarei così sicuro. Ascolta, il tavolo ci parla! - così Emer poggia l'orecchio sulla superficie lignea e ridacchia.
- Cosa ci dice? -
- Non saprei, Thyst. E' difficile da interpretare. Non conosci il Legnese, tu che sei molto più colta?-
- Quale Legnese? Immagino la versione civilizzata -
- Sì, possibile. Gli alberi, non intaccati dall'opera dell'homo artigianis, parleranno il Legnese primigenio... -
Thyst prosegue per il fratello - ...che potrebbe sembrare volgare, eppure il suo solo essere la radice di ogni Legnese, lo nobilita -
Emer concorda, compassato e compiaciuto. - Sai che solo degli intellettuali possono pensare cose del genere? -
- Già. – Thyst prende una pausa, di seguito riprende apertamente ridanciana – Mi sembrava strano che tu non avessi ancora dato spettacolo, mi stavo quasi preoccupando! Non farlo mai più!-
Gli sorride, lui ricambia.
- Prometto, sorella. -
Recupera una spugna, toglie dalla superficie marrone del tavolo la pozza di cioccolata. Emer la cancella, come fosse la macchia scura che ora imbratta la veste candida del suo equilibrio, come fosse quel senso di ineluttabile che lui vorrebbe annientare. Emer la cancella con lentezza, quasi per studiarla come fosse un nemico contro il quale non sa se avrà forza a sufficienza.
***
Note:
Finalmente un'altra breve storiella per la community 10su10.
Ringrazio di cuore Shanny, Bluemary e Cabol per le recensioni. :*
Ringrazio la cognaTina, perchè la conversazione qui presente è avvenuta davvero. :D
Questo episodio, anche se non è il migliore, lo dedico a Shanny. Sulla *tua* ci sto lavorando, non disperare! =)
[Chocolate Brown]
Sono nel mezzo degli eventi, in un tempo che scardinerà il senso delle loro esistenze. Ne hanno l'intuizione, in qualche modo. Avvertono una sottile minaccia nello scombinato intrecciarsi d'incontri e sensazioni, percepiscono i segni d'un microcosmo (il loro?) votato irrimediabilmente al suo termine.
Sono soli ora; una pausa nel dispiegarsi degli eventi. Nella reciproca compagnia dà sicurezza fingere che tutto sia e sarà come sempre: un familiare, quasi prevedibile, eterno presente. Nessuno dei due è ancora pronto ad ammetterlo, a riconoscere che la terra sotto i loro piedi ha preso a tremare sbriciolando i pilastri dell'immutabilità. Fa ancora troppa paura dare consistenza a questa possibilità attraverso la parola, ma perfino il silenzio, nello stato di sospensione inquieta in cui si trovano, pesa come un supplizio.
Thyst, satura dell'atmosfera, si sposta dal divano al tavolo, scrollandosi dall'ipnosi delle fiamme nel camino. Accarezza con le dita il bordo della massiccia superficie marrone, prima di raggiungere il suo portatile. Siede, apre il computer, inizia a scrivere. Il concentrarsi sulla composizione la distrae dall'intricato grumo di impressioni e presentimenti. Il tocco sui tasti è un'azione quasi rabbiosa, come stesse provando a schiacciare l'angoscia.
Emer scompare per un po' dalla sua vista e torna poco dopo, portando con sé due tazze di cioccolata fumante. Curiosamente, è tutt'altro che loquace oggi.
Allungando alla sorella la bevanda calda rovescia la propria, appoggiata sulla tavola appena un secondo prima; Thyst per una volta non si lascia andare a stoccate ironiche, piuttosto a rimbrotti.
- Guarda – dice Emer – la cioccolata è quasi dello stesso marrone del legno... -
Thyst annuisce stranita e continua – Bene, constato il tuo senso artistico, ma non credo il tavolo sia felicissimo. Dai una pulita. -
A questo punto, un rumore proveniente dal computer riverbera sul mobile e provoca una scossa fugace nel tenore della giornata.
- SHHHH! Non ne sarei così sicuro. Ascolta, il tavolo ci parla! - così Emer poggia l'orecchio sulla superficie lignea e ridacchia.
- Cosa ci dice? -
- Non saprei, Thyst. E' difficile da interpretare. Non conosci il Legnese, tu che sei molto più colta?-
- Quale Legnese? Immagino la versione civilizzata -
- Sì, possibile. Gli alberi, non intaccati dall'opera dell'homo artigianis, parleranno il Legnese primigenio... -
Thyst prosegue per il fratello - ...che potrebbe sembrare volgare, eppure il suo solo essere la radice di ogni Legnese, lo nobilita -
Emer concorda, compassato e compiaciuto. - Sai che solo degli intellettuali possono pensare cose del genere? -
- Già. – Thyst prende una pausa, di seguito riprende apertamente ridanciana – Mi sembrava strano che tu non avessi ancora dato spettacolo, mi stavo quasi preoccupando! Non farlo mai più!-
Gli sorride, lui ricambia.
- Prometto, sorella. -
Recupera una spugna, toglie dalla superficie marrone del tavolo la pozza di cioccolata. Emer la cancella, come fosse la macchia scura che ora imbratta la veste candida del suo equilibrio, come fosse quel senso di ineluttabile che lui vorrebbe annientare. Emer la cancella con lentezza, quasi per studiarla come fosse un nemico contro il quale non sa se avrà forza a sufficienza.
***
Note:
Finalmente un'altra breve storiella per la community 10su10.
Ringrazio di cuore Shanny, Bluemary e Cabol per le recensioni. :*
Ringrazio la cognaTina, perchè la conversazione qui presente è avvenuta davvero. :D
Questo episodio, anche se non è il migliore, lo dedico a Shanny. Sulla *tua* ci sto lavorando, non disperare! =)








