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La prossima volta che ci incontreremo... di Arwen88
Categoria: Anime e Manga - Witch Hunter Robin
Rating: Per tutti
Personaggi: Amon, Robin Sena
Genere: Introspettivo, Sentimentale
Note: Oneshot
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Capitolo pubblicato il 31-03-2010
Commenti al capitolo - 1

Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

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Partecipa allo SfigaFandom Fest: Witch Hunter Robin, Amon/Robin, -Mi fido di te.-
Ispirata alla puntata 23, i dialoghi vengono da quella.
Introspezione dal punto di vista di Amon.



La prossima volta che ci incontreremo...



Amon guidava l'auto scura nel traffico del primo pomeriggio, allontanandosi dalla casa sicura dove aveva lasciato il suo fratellastro dopo averci discusso.
Imprecò mentalmente contro Nagira e la sua fissazione di proteggere tutti, quell'ossessione che sì aveva protetto Robin in quei mesi, ma che non doveva essere d'intralcio ora che doveva mettere in chiaro le cose con lei.
Frenò vicino allo studio dell'uomo, parcheggiando.
Salì le scale in silenzio, estraendo l'arma, preparandosi a doversi difendere dal fuoco.

Aveva bisogno di scoprire se c'era ancora qualcosa da fare, qualcosa per cui combattere. Ed il momento stava arrivando: finalmente avrebbe saputo se c'era un briciolo di speranza per loro.
Girò piano la maniglia, aprendo la porta. Sentì la voce della ragazza provenire dall'interno, convinta che si trattasse di suo fratello.
Amon la osservò facendo un passo nella stanza, alzando la pistola contro di lei.
Quando anche lei lo vide, lasciò la presa sul libro per lo stupore, facendo un passo avanti, incurante della pistola puntata contro, invocandolo a fior di labbra.

-Qualcuno molto in alto nella Casa Madre mi ha ordinato di darti la caccia, Giuliano.-
Lo sgomento nei suoi occhi lasciò all'uomo una sensazione strana, come se ora, infine, lei fosse veramente smarrita. Ripensando però al contenuto della lettera, capì che tra loro due ci doveva essere un rapporto ben più profondo di quello tra un semplice maestro e la sua allieva. Forse si sentivano legati come padre e figlia. Questo spiegava molte cose, ma non tutte.
-Se non avessi letto quella lettera quel giorno, probabilmente non ti avrei mai aiutata.-
Amon si chiese a chi volesse darla a bere, conscio di averla aiutata sin dall'inizio, lei però sembrò credergli, assumendo un'aria quasi sconvolta. Era il momento di andare a fondo.

-Ho indagato su di te.-
Chissà che reazione si aspettava a quell'affermazione, tutto ciò che ne ebbe invece fu la conferma che lei proprio non sapeva nulla del segreto che riguardava lei stessa in prima persona. Era così pura...
-Anche se non ti fidi di me, nonostante pensi che io sia pericolosa, nonostante questo... io ho fiducia in te.-
Aveva parlato con voce chiara, lo sguardo limpido e deciso, prima di chiudere gli occhi.
Quanto tempo aveva sperato di sentire quelle parole... sorrise, Amon, mentre lei abbassava le palpebre, mettendosi completamente nelle sue mani, aspettando di venir uccisa.
Ignorava il conflitto interno che da mesi a quella parte l'aveva logorato, ignorava di essere stata protetta da lui sin dalle prime settimane, ignorava che lui fosse il "responsabile" di lei, di essere riuscita ad aderire al concetto che lui stesso si era fatto di "partner", andando persino più in là, facendogli decidere di rischiare anche la propria vita per lei. Non si rendeva conto neppure di quant'era speciale, in quel momento anche più di prima. Ora che gli dimostrava di avere piena fiducia in lui, di tenere a lui così tanto. E lui, lui l'avrebbe protetta per sempre.


Abbassò la pistola, un leggero sorriso sulle labbra, finalmente lo sapeva: il loro destino si stava tracciando, per una strada che sì, era pericolosa, ma forse li avrebbe portati finalmente alla felicità.
-È proprio ciò che volevo sentirti dire.-
Robin aveva riaperto gli occhi stupita, perché per quanto si fidasse di lui, non era certa di essere più importante dell'incarico.
-E ora?-
Ma lo squillo del telefono interrompe la loro discussione, c'era una missione da portare a termine.


Quella cosa che ti stavo dicendo, la ricordi? Poco prima di farti scappare, mentre il pozzo si richiudeva: quelle parole che volevo tu sentissi aleggiano senza tregua nella mia mente e presto il momento giusto arriverà, allora te le dirò, senza nessuna parete fra noi due. Senza che niente mi possa impedire di ripeterle ancora una volta, di far sì che siano realtà.

Robin, la prossima volta che ci incontreremo...
non ci separeremo più.






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