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Glasses di Arwen88
Categoria: Anime e Manga - Witch Hunter Robin
Rating: Per tutti
Personaggi: Amon, Robin Sena
Genere: Introspettivo
Note: Oneshot
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Capitolo pubblicato il 25-03-2010
Commenti al capitolo - 1

Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

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Pensieri di Robin tra le puntate quattro e cinque dell'anime, dialoghi ripresi spudoratamente da lì. Naturalmente Robin per Amon.
Non detengo diritti sull'opera originale.
E lo so, sì: è corta. u.ù Non è colpa mia, è colpa del prompt.

725 parole, titolo escluso.




Glasses




-Prova a usare questi.-
Robin aveva sgranato gli occhi, voltandosi.
-Perché? Io ci vedo benissimo.-
-Provali, ho detto.-
Interdetta, aveva allungato la mano per prendere gli occhiali sottili.
-Cos'avranno di speciale?-


Si sentiva combattuta: felice perché per la prima volta Amon dimostrava di interessarsi a lei, proprio Amon, il capitano della squadra, il suo partner; d'altra parte però infastidita: lei ci vedeva perfettamente, non aveva alcun problema.

Se si fosse vista dall'esterno forse si sarebbe stupita, avrebbe notato di essere testarda, cosa che non pensava di essere; e avrebbe capito che, in fondo, c'erano cose di lei stessa che per il momento ignorava.

In ogni caso però li ripose con delicatezza in una delle tasche del soprabito, lo sguardo basso.
E aveva cercato di continuare la vita di tutti i giorni.
Finché non era stata in pericolo.

A ben ripensarci era una delle prime volte che andava sul campo, il fatto che l'avesse fatto con Karasuma da un certo punto di vista la rattristava, facendole pensare che Amon ancora non la ritenesse all'altezza, dall'altra c'era però che con lei riusciva a relazionarsi meglio.
Forse era l'aspetto della donna, o forse il suo sorriso, ma Robin guardandola la sentiva un po' come una madre, o una sorella maggiore, e così riusciva a rilassarsi, aprirsi, chiedere aiuto.

Quella volta però Karasuma non aveva potuto fare molto.
Era stato allora che, nascosta dietro l'albero che ancora per poco l'avrebbe difesa dagli attacchi rabbiosi della strega, aveva infilato le mani nelle tasche capienti del cappotto, cercando di calmarsi per pensare e trovando invece quegli occhiali.
Li aveva guardati per un attimo, chiedendosi se Amon le avesse dato degli occhiali speciali, magari in grado di renderla più forte; ma accantonò però presto l'idea. Gliel'avrebbe detto.
Mentre ancora stringeva quelle sottili stanghette tra le dita un altro pezzo di corteccia saltò via e le urla di Karasuma divennero incomprensibili alle sue orecchie. Robin pensò che quegli occhiali le erano stati dati dal suo superiore, dall'uomo che per tanto aveva aspettato di conoscere, dal suo partner.
Qualunque cosa fossero, le erano stati dati per un motivo.
Risoluta, la ragazza si mise gli occhiali, inspirò a fondo ed uscì dal suo nascondiglio.



-La tua visita agli occhi è durata due ore.-
Robin smise di rigirarsi gli occhiali tra le mani, abbassandoli da davanti al viso, senza però guardare l'uomo che guidava l'auto.
-E tu come hai fatto a saperlo?-
Era curiosa, Robin.
L'aveva detto col tono più noncurante possibile, eppure le interessava eccome.
Amon sapeva qualcosa che lei non aveva detto a nessuno.
Era il suo potere?
Ancora non era riuscita a scoprire quale fosse.
Forse si stava interessando a lei... finalmente.
-Me l'ha detto il medico che ti ha visitata.-
Per un attimo la ragazza sollevò lo sguardo, fissando il giovane dallo specchietto retrovisore. Doveva aspettarsela una giustificazione così banale. In realtà forse l'aveva fatto.
Era solo quel tono, indifferente eppure un po' glaciale, che l'aveva portata a mordersi il labbro, pensierosa.

Fuori dalla macchina, nel parcheggio, Robin aveva ripreso a giocare con gli occhiali, pensando, e lui l'aveva notato subito.
-Che cos'hai? Sembri un po' perplessa...-
-Mi sento strana: ecco, è come se non conoscessi a fondo il mio corpo.-
-Cos'è quella?-
Le venne da sorridere, appoggiandosi alla carrozzeria della macchina, per quel tentativo di cambiare argomento.
-La Vespa che avevo in Italia. Me l'hanno appena spedita.-
Riprese a giocare con gli occhiali, provando ad indossarli, sbattendo le palpebre, per poi tornare a toglierli, guardandoli corrucciata.
-Quando usi i tuoi poteri al massimo, la vista ti si abbassa temporaneamente. Questa spiegazione non ti basta?-
Ma quella spiegazione sembrava stupida, non la convinceva.
La voce di Amon si abbassò, una strana sfumatura nel suo tono.
-Non avrai intenzione di smettere di usarli, vero?-
Robin si abbassò, alzando le spalle come a volersi difendere.
-No, li userò.-
Amon sembrò sollevato, quasi allegro, nonostante l'assenza di sorriso sulle sue labbra.
-Così mi piace! Grazie a quegli occhiali, controllerai meglio i tuoi poteri.-
Robin sorrise, sollevando lo sguardo sul viso del suo partner, una sottile speranza che si faceva largo in lei, nella sua voce.
-E in questo caso, tu inizieresti a trattarmi da pari a pari? Come... come una vera partner?-
Ma forse era stata la frase sbagliata nel momento sbagliato.

Decisamente.

Se solo avesse saputo quanto Amon aveva pagato quel favore per lei.



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