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Hope (Speranza) di Melian
Categoria: Anime e Manga - Dragon Ball
Rating: Per tutti
Personaggi: Nuovo Personaggio, Trunks
Genere: Introspettivo, Malinconico, Romantico
Note: Oneshot
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Capitolo pubblicato il 23-01-2010
Commenti al capitolo - 1

Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

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HOPE -SPERANZA-

La pioggia scendeva leggera, bagnando ogni cosa e mescolandosi all'acqua salata del mare che si infrangeva sugli scogli, era pioggia d'estate gentile e rinfrescante, una di quelle pioggerelline che ti penetrano dentro suscitandoti mille sensazioni, che ti spingono a ricordare cose che furono...

Quella che Trunks vedeva davanti ai suoi occhi, però, non era più una leggera pioggia, ma un violento temporale: gocce che cadevano pesanti come pugnalate al cuore, che impedivano ai suoi occhi di vedere con chiarezza ciò che lo circondava.
Le tenebre avevano preso il sopravvento sul dorato disco del sole, sembrava che non ci fosse più posto per la luce in quell' immensa desolazione che lo circondava: tutto era intriso di disperazione, orrore e morte.
Niente.
Non c'era nulla che suscitasse un briciolo di speranza nel suo cuore.
Eppure, avanzava ancora, cercava con lo sguardo un qualsiasi segno della sua presenza, mentre calde lacrime gli rigavano il volto già bagnato dalle innumerevoli e gelide gocce di pioggia.
E poi, lo vide... vide il suo corpo martoriato, ferito, umiliato, giacere sulla strada senza vita.
Cadde in ginocchio, la gola iniziò a bruciargli e la sua mano tremò.
Lo scosse sperando di essersi sbagliato, sperando con tutto se stesso di vederlo rialzarsi ancora una volta, di rivederlo pronto per una nuova battaglia.
Ma non fu così.
Lui restò immobile, mentre la pioggia lo frustava senza pietà, gli occhi spenti, le membra gelide e irrigidite.
Sentì una gran rabbia crescere incontenibilmente dentro di lui; rabbia mista a frustrazione e dolore cocente.
Rabbia.
Smisurata ira.
Odio profondo per quegli esseri infernali che non facevano altro che devastare e seminare morte dovunque.
Li maledisse mentre le lacrime si facevano più intense, mentre il dolore diventava più acuto e tangibile.
Non poteva crederci, non voleva crederci. Il suo piccolo e fragile mondo stava cadendo a pezzi.
Urlò.
Urlò con quanto fiato aveva in gola; riversò fuori tutta la sua rabbia e d'improvviso una scintilla dorata lo attraversò trasformandolo in Super Saiyan.
Batté violentemente i pugni sull'asfalto desiderando ardentemente che la morte venisse a prendere anche la sua anima, perché non aveva senso continuare a vivere ora che il suo maestro era morto, ora che nessuno poteva fermare quei maledetti cyborgs, ora che ogni speranza era svanita e che nel suo cuore non rimaneva altro che un vuoto incommensurabile.
Doveva guardare alla realtà, ma che razza di realtà gli si presentava davanti?
Trunks ebbe la forza solo di avvicinarsi al cadavere del suo maestro, del suo migliore amico e di sussurrare il suo nome -Gohan san...-lo chiamò -Gohan...-ripetè -Non può essere...-un nodo alla gola gli impedì di concludere la frase.
Con un fremito di rabbia nella voce già incrinata dal pianto, si caricò il corpo inanimato di Gohan sulle spalle per portarlo via.
Tutto. Gli avevano portato via tutto, non gli rimaneva nessuno oramai, solo sua madre, che aveva avuto la forza di continuare a vivere anche dopo la morte di Vegeta e di crescerlo, assumendosi anche il ruolo di padre.
Ma per lui questo oramai non era più sufficiente. Lui voleva un padre, non voleva più accontentarsi di immaginarlo mentre sua madre gli raccontava com'era. Eppure anche quel padre che tanto desiderava, non poteva averlo perché anche lui gli era stato tolto senza pietà.
Ripercorrendo con la mente tutti i momenti trascorsi con Gohan si rese conto di tutto il bene che gli voleva: era stato come un fratello per lui, quasi come un secondo padre, Gohan era l'unica persona che Trunks aveva amato così tanto dopo Bulma. E ora gli era anche il suo maestro gli era stato strappato senza che lui potesse far nulla.
Si sentì impotente.
Eppure la vita gli aveva offerto una seconda occasione, il destino che gli era stato fin a poco tempo prima avverso, ora aveva preso una piega inaspettata: era ritornato nel passato e aveva potuto finalmente conoscere suo padre, Vegeta, il Principe dei Saiyan, fiero e impassibile proprio come glielo aveva descritto Bulma.

Trunks ritornò alla realtà, alzò gli occhi blu al cielo e lasciò che la pioggia lavasse la tristezza che il ricordo doloroso della morte di Gohan gli aveva lasciato.
Portò lo sguardo al mare e a poco a poco vide diradarsi la fine nebbiolina che si era venuta a creare a dispetto della stagione assolata che il Mondo viveva; la pioggia cessò e il cielo assunse nuovamente un tenue color blu e il sole fece capolino da una grossa nube.
La spiaggia sulla quale si trovava era deserta, ora si sentiva solo il dolce mormorio delle onde e il verso dei gabbiani che lasciavano i loro nidi per ritornare a librarsi in cielo.
Era stato tanto fortunato da poter conoscere lei, lei che Trunks chiamava Speranza, la sua Speranza. Lei che gli aveva insegnato che anche in un mondo pieno di orrori si può amare, lei che assomigliava più ad un angelo caduto dal cielo che a una donna qualsiasi, lei che aveva vissuto una vita difficile tanto quanto la sua.
Trunks distolse lo sguardo dall'immensa distesa marina per portarlo sul viso della sua Speranza. C'erano solo loro due.
Trunks fissò i suoi occhi in quelli della ragazza che aveva di fronte, occhi castani, così intensi e profondi che parevano non avere fine, occhi specchio dell'anima. Si avvicinò in silenzio e le carezzò i fini capelli castani bagnati, le prese il viso fine e leggermente abbronzato tra le mani...

Cercò di ricordare il momento in cui l'aveva incontrata.
I cyborgs avevano attaccato un'altra città, lui si era precipitato sul posto, aveva tutta l'intenzione di annientare quei due una volta per sempre; ma una volta giunto nella cittadina non vide altro che il solito orrido spettacolo: macerie e cadaveri.
Rimase a bocca aperta a contemplare l'opera di distruzione di 17 e 18, abbassò lo sguardo deglutendo con amarezza mentre un muro di polvere si alzava a coprire tutto, rendendo quasi impossibile respirare l'aria.
"Sono arrivato troppo tardi!" pensò con rabbia stringendo il pugno, si guardò attorno "Ma forse c'è ancora qualcuno che ha bisogno di aiuto..." si disse speranzoso. Fece qualche passo avanti e sentì la voce di un bambino chiamare disperatamente ‘Mamma', si precipitò nella direzione da dove proveniva quella flebile vocina, sentiva la sua essenza vitale farsi debole e quindi corse più veloce.
Si bloccò di scatto quando captò con i suoi fini sensi Saiyan un'aura potente e calda "Gli androidi!" pensò con un brivido, ma poi si diede dello stupido mentalmente in quando si ricordò che i cyborgs non emanavano alcuna aura, e quindi quell'essenza spirituale non poteva essere la loro.
Una folata di vento diradò la polvere che gli impediva di vedere bene quello che lo circondava, strizzò gli occhi un paio di volte, e quando li riaprì vide davanti a sè una ragazza dai lungi capelli castani e gli occhi lucenti che teneva una bambina tremante per mano, e poco più avanti, sulla destra, il corpo di una giovane donna, apparentemente senza vita.
Trunks stette immobile, indeciso sul da farsi, non riusciva ancora a capire se l'aura che aveva avvertito fosse di quella ragazza o no, la cosa gli sembrava alquanto improbabile vedendo quanto fosse apparentemente indifesa.
-Mamma!-strillò la bambina precipitandosi accanto alla donna riversa sull'asfalto -Mamma!-chiamò -Mammina!-le lacrime le scendevano sul candido visino.
"Un'altra orfana..." pensò Trunks guardando impotente la scena "Tutta colpa di quei due bastardi..."
-Non preoccuparti piccolina...-disse ad un tratto la ragazza avvicinandosi alla bimba e sorridendole -Andrà tutto bene...-aggiunse accarezzandole la testa. La giovane guardò la donna priva di conoscenza, le poggiò le mani sul collo e sentì il cuore pulsare ancora, seppur debolmente. -La tua mamma è ancora qui con te...-aggiunse.
Quindi lei sollevò la testa e lo guardò -Aiutami...-gli disse -Dobbiamo portarla al sicuro...-aggiunse riferendosi alla donna.
Era restato immobile e sorpreso, perché non si aspettava di trovare qualcuno in quella città ormai distrutta disposto a mettere la propria vita in pericolo per salvare quella degli altri.
Trunks si risvegliò dai propri pensieri e si avvicinò alla ragazza -Ci penso io...-le rispose, prese tra le braccia la donna e la bambina e spiccò il volo, alla ricerca di un qualche ospedale, o almeno di un rifugio.
Quando tornò indietro, Trunks la trovò ancora lì, in attesa silenziosa, come se lei avesse sempre saputo che lui sarebbe tornato. Non disse nulla, ma aspettò che lei sollevasse il viso.
La ragazza si scostò una ciocca di capelli davanti al volto e gli rivolse un sorriso.
Da quanto Trunks non vedeva un sorriso così bello, così caldo e sincero?
A pochi passi l'uno dall'altro i due ragazzi si guardarono, lui non disse una parola, lasciò che fosse lei a parlare per prima
- Tu devi essere Trunks...-disse lei alla fine.
Trunks rimase esterrefatto. Con tono meravigliato le rispose -Come fai a conoscermi?
-Ho sentito parlare di te perché sei l'unico che osa sfidare i cyborgs...-riprese lei -Sei davvero molto coraggioso...-aggiunse e gli donò ancora un caldo sorriso.
-Chi sei tu?-ribatté lui.
-Qualcuno che cerca di donare speranza a chi non ne ha...-rispose lei -Qualcuno che se anche l'ha persa, quella speranza, vuole ritrovarla a tutti i costi...-e nelle sue parole c'era una certa malinconia.

Trunks rimase a lungo a pensare a quelle parole prima di accettare l'idea che quella ragazza fosse un mistero che non gli era dato risolvere, o perlomeno, non così facilmente.
L'aveva cercata a lungo, chiedendosi dove fosse finita, il perché non riusciva a ritrovarla.
Era divenuta un pensiero ricorrente, il suo sorriso e i suoi occhi gli facevano compagnia durante le notti insonni e fredde.
"Non conosco nemmeno il suo nome..." si era detto con un mezzo sorriso ironico rivolto a se stesso "Perché continuo a pensarci?" si era chiesto, ma in quel momento non aveva trovato alcuna risposta.
Ma un giorno, senza alcun preavviso, aveva aperto la porta di casa e se l'era ritrovata davanti. E aveva capito perché non faceva altro che immaginarla: lei era bella e negli occhi stavolta vi lesse felicità e innocenza, una purezza non intaccata dagli orrori che si vivevano in quel tempo maledetto.
Ancora una volta entrambi restarono in silenzio.
-Come hai fatto a venire fin qui?-Trunks ruppe finalmente quel silenzio carico di mistero -Ci siamo incontrati in una città lontana dalla Capitale...-obiettò.
-E' un segreto!-rispose lei ridendo piano, divertita.
E quel giorno Trunks non aveva più pensato a combattere, per lui il sole risplendeva senza creare alcuna ombra e il tempo trascorreva piacevole e fin troppo in fretta mentre la ascoltava parlare e restava affascinato dai suoi racconti, avvertendo dentro una grande serenità da tempo perduta.

-Sei un angelo!-le disse una volta, quando dopo un scontro contro 17 e 18, finito ancora una volta a favore dei due androidi e dal quale Trunks era uscito vivo per un pelo, lei era subito corsa da lui.
-Tua madre e tuo padre devono essere molto fieri di te!-aveva aggiunto il Saiyan. -Metti a repentaglio la tua stessa vita per gli altri...-aggiunse -...per me!-disse ancora.
Guardò la ragazza farsi triste e facendosi coraggio le domandò il perché di quel suo sguardo tanto malinconico.
-La mia famiglia non c'è più...-aveva risposto lei con occhi addolorati ma con voce quanto mai ferma -Mia madre e mio padre sono stati uccisi dagli androidi...-aveva aggiunto, e Trunks avrebbe tanto voluto alleviare il dolore che lei certamente provava, anche se non lo dimostrava: lui sapeva come ci si sentiva quando le persone che più si amano ci lasciano, era un'esperienza che aveva vissuto anche lui.

Il momento di ritornare nel passato giunse, infine.
Trunks aveva una missione da svolgere: aiutare Goku e suo padre a salvare il loro mondo dalla minaccia di 17 e 18.
Ma quel momento aveva significato anche dirle ‘Arrivederci' con l'amaro in bocca, l'aveva affidata a sua madre raccomandando loro di stare attente durante la sua assenza, scongiurandole di essere sempre forti.
-Sei sicuro di quello che fai?-domandò lei guardandolo negli occhi prima che lui andasse via - Troppa gente muore oggi... ho già perso troppe persone che amavo, non voglio perdere anche te!-gli aveva detto disperatamente.
-Non mi accadrà nulla!-le aveva risposto sorridendole fiducioso -Guarda!-le disse portandola davanti alla macchina del tempo, le aveva indicato una scritta.
-Hope...-sussurrò lei -Speranza...
-Esatto! Speranza!- aveva esclamato Trunks -Questa macchina è la nostra unica possibilità! Andrò nel passato e quando sarà il momento tornerò per riportare la pace nel nostro mondo! Me lo hai detto tu: c'è sempre Speranza...-aveva aggiunto abbracciandola prima di salire sulla macchina del tempo.
Ed era tornato.
Era più forte di prima nel corpo e nello spirito: una rinnovata energia lo spingeva a combattere, una rinnovata volontà gli indicava la strada da percorrere.
Più di tutto, però, aveva ritrovato lei, la trovò bella e forte, tramutata improvvisamente in donna, matura, testarda, decisa più che mai ad essere indipendente, eppure dolce.

-Hai riportato la pace nel tuo mondo, Trunks...-disse lei sorridendogli dolcemente.
Trunks dovette tornare nuovamente alla realtà, si era perso nei suoi ricordi e ora era come se la vedesse per la prima volta, si incantò davanti al suo sorriso che amava tanto, quel sorriso così spontaneo e sincero che le nasceva sulle labbra ogni volta che gli parlava.
Rimase ancora in silenzio scrutando gli occhi della ragazza, quasi come se volesse leggerle nel profondo dell'anima e, alla fine, vi trovò una gioia intensa, smorzata solo da una tenue malinconia che si portava costantemente dietro: dopotutto, anche lei aveva avuto una vita difficile.
Il Saiyan tornò a ripensare al suo mondo: aveva vinto, aveva finalmente tolto di mezzo quei due assassini e l'ombra di morte che cingeva la terra sembrava solo uno spaventoso ricordo.
Rimanevano solo immensi cumuli di macerie a testimoniare l'esistenza dei cyborgs, ma dopotutto, le città potevano essere ricostruite, tutto sarebbe stato come nuovo.
Eppure,Trunks sapeva bene che in vent'anni quei maledetti androidi avevano aperto ferite che non sarebbero mai più guarite nella vita di ogni singolo essere vivente.
-La pace...-ripeté Trunks -E' vero... ma è una pace costruita sulla sofferenza e sulla morte...-aggiunse con malinconia.
-C' è sempre la Speranza di un mondo migliore, Trunks....- replicò tuttavia lei -Tu l'hai desiderato così tanto e ora niente e nessuno potrà rovinare questo mondo che tu hai salvato!-affermò la ragazza guardandolo negli occhi blu come il cielo e accarezzandogli il viso.
-Tu sei la mia Speranza...-riprese Trunks e le sorrise.
Tornò a guardarla negli occhi e le sfiorò le labbra con un dito, lei allungò la mano e strinse quella di Trunks. Ora il Saiyan sentiva di non aver più bisogno di nient'altro, poteva anche morire, non gli importava, perché nella sua vita un caldo soffio d'amore e Speranza era entrato e gli aveva risvegliato il cuore, quello stesso cuore che prima provava solo una gran rabbia e un indicibile dolore, e forse, anche una certa dose di odio. Si vergognò di se stesso per aver tanto disprezzato la vita che era stato costretto a vivere.
-Ti amo, Trunks...-disse lei portando le braccia al collo del ragazzo e posando la testa sul suo petto; Trunks le posò una mano tra i capelli e la strinse a sè.
Quelle parole, quelle due parole così intense e intrise di significato, così spontanee e limpide, gli entrarono dentro e lì rimasero per sempre.
Nessuno mai gli aveva parlato così, lei era stata la prima in assoluto, lei che anche quando Trunks veniva sopraffatto dal rancore riusciva sempre a trovare la bellezza in ogni suo gesto e in ogni suo sguardo.
"Dio quant'è bella!" pensò Trunks chiudendo per un attimo gli occhi e respirando a pieni polmoni il profumo della pelle della ragazza, desiderò di tenerla tra le braccia per sempre, di rimanere immobile e felice per l'eternità.
-Ti amo anch'io...-le rispose in un sussurro, sforzandosi non poco per dirle questo, e in questo assomigliava a suo padre senza alcun dubbio.
Quella frase riecheggiò nell'aria colorandosi di nuove e più dense sfumature che la sua voce non era riuscita pienamente a imprimere quando l'aveva pronunciata.
- L'unica cosa veramente bella della mia vita sei tu...-aggiunse, questa volta con spontaneità -Amami e non chiedere nulla in cambio...-le disse ancora mentre la calda brezza marina scompigliava i loro capelli.
-Non sono mai stata più felice...-rispose lei -Non lasciarmi, Trunks... non lasciarmi mai più e io ti amerò e basta!
La baciò sotto i caldi raggi del sole, e fu un bacio dolce e passionale allo stesso tempo, una dolcezza di neve che si sciolse piano.






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NOTE:

storia data 2006 e si vede.
Nessuna pretesa, se non quella di ricordarmi il livello a cui scrivevo negli anni passati. XD
Insomma, abbiate pietà. u.u"



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