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Lilo & Sith di Alexandra Tomyris
Categoria: Crossover - Film
Rating: 14+
Personaggi: Non indicati
Genere: Avventura
Note: Non indicate
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Capitolo pubblicato il 10-01-2019
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Almeno questa volta era tutto intero.
Darth Nergal, finalmente, riuscì a sconfiggere l’effetto paralizzante dei fulmini di Forza con cui il suo antico maestro, Darth Semarid, l’aveva messo al tappeto, per poi andarsene lasciandolo là, accanto al cadavere del suo apprendista, informandolo che per lui aveva altri piani.
Nergal era ancora incredulo. Cercava invano di farsi una ragione di quello che era successo nell’ultima ora. Era nella sua residenza di Mandalore insieme a Victor. Poi era entrato Semarid e lui aveva sentito un empito di gioia (gioia vera) nel vedere il suo vecchio maestro, che sicuramente si era precipitato su Mandalore appena aveva saputo che era ancora vivo, per riprenderlo con sé, insieme a Victor, per ricostruire l’Ordine dei Sith…Pensava che sarebbe stato orgoglioso di lui. E invece, Semarid l’aveva attaccato.
Nergal aveva reagito con prontezza di spirito solo grazie ad anni e anni di addestramento, perché altrimenti la sorpresa l’avrebbe fatto ammazzare. Per questo era durato così a lungo, al contrario di Victor, che sebbene fosse grosso e forte, era solo un apprendista, e non aveva abbastanza esperienza per tenere testa al Signore dei Sith.
Nergal rivide con spaventosa vividezza Semarid trafiggere Victor, e Victor che barcollava indietro e cadeva dal terrazzo, impattando col terreno dopo una caduta di cinquanta metri. Riascoltò la propria voce urlare. Chiuse automaticamente sul vuoto le dita della mano che avevano stretto quella di Victor che moriva davanti a lui. E risentì Semarid che gli ricordava la Regola dei Due…Regola di cui si era sempre fatto beffe e che evidentemente iniziava a rispettare ora, che aveva un nuovo apprendista (ma chi?), e si rendeva conto che Nergal e Victor, insieme, erano troppo più forti di lui.
Lurido ipocrita.
Nergal rotolò su un fianco. Prima di fulminarlo, Semarid l’aveva colpito così forte da fargli vedere le stelle e dovette sforzarsi per mettere a fuoco l’enorme sagoma di Victor, a qualche passo da lui.
Sentì improvvisamente un rombare di motori e alzò la testa di scatto. Uno shuttle T-4A stava atterrando sul terrazzo del palazzo di giustizia di Mandalore, le ali triangolari che si alzano gradualmente a toccarsi sopra il tetto. Nergal distinse chiaramente il simbolo della repubblica dipinto su una fiancata. Vide con orrore un gruppo di Jedi scendere e puntare verso di lui…Che aveva ucciso meno di tre ore prima la donna di Gaugi Makar, il quale guidava la squadra.
Nell’intontimento di cui era preda, Nergal pensò a cosa gli sarebbe successo una volta che Makar gli avesse messo le mani addosso. Interrogatorio, tortura (era sicuro che per lui gli Jedi avrebbero fatto un’eccezione al loro rigido codice morale), esecuzione pubblica. Riuscì ad agguantare la propria spada e ad accenderla, ma Gaugi Makar gliela sfilò di mano prima che potesse usarla.
-Ridammela! – ringhiò Nergal, cercando di riprendersela.
-Non posso – disse Makar.
Prima che Nergal potesse dargli un pugno, i suoi uomini li superarono e presero Victor.
Nergal non sapeva cosa stessero facendo, ma non si fidava. La vista di tale profanazione gli fece crollare addosso quello che era successo con tutto il suo peso. Nergal si riprese di colpo e spinse via Makar, cercando di gettarsi su Aigir, che era il più vicino. Makar l’afferrò da dietro, gli immobilizzò le braccia, e lo trascinò verso lo shuttle, mentre Nergal urlava, scalciava, mordeva e cercava di graffiarlo.
Makar lo spinse verso lo sportello della nave. Altre mani lo afferrarono per le braccia e lo tirarono su di peso, mentre Nergal continuava a dibattersi. Makar salì dietro di lui.
Aigir e Lisius Lanx passarono davanti a Nergal portando a braccia il corpo di Victor, barcollando sotto il suo peso. Il portellone si richiuse e lo shuttle partì.
A Nergal importava solo di Victor e di quello che gli facevano gli Jedi. Terrorizzato, si lanciò verso di lui, ma qualcuno lo trattenne, gli torse un braccio dietro la schiena e lo sbatté contro il fianco della nave. Una porta di vetro si chiuse ermeticamente tra Nergal e Victor, che venne adagiato su una barella di metallo freddo e lucido.
-Lasciami! – urlò Nergal, e Datal Kamon, che lo stava tenendo, venne scaraventato dall’altra parte della nave dall’attacco di energia oscura che Nergal gli aveva scagliato contro. Il Sith si gettò contro la porta di vetro e cercò di aprirla, continuando a emettere un suono strozzato di gola, come un animale ferito. Gli Jedi si guardarono in faccia, imbarazzati, tranne Makar, che disse: - Ora sai cosa si prova.
Gli aveva sfilato la spada, quindi tecnicamente Nergal era disarmato. Questo non gli impedì di scagliarsi su Makar, falciandolo e buttandolo a terra, dove cercò di strangolarlo a mani nude.
Artemis spuntò fuori dal nulla e agganciò il collo di Nergal. Aigir e Lanx intervennero a darle manforte e lo trascinarono indietro, mentre Nergal e Makar si gridavano a vicenda cose orribili.
Riuscirono ad atterrare Nergal e a immobilizzargli braccia e gambe. Allora Nergal si accontentò di sbattere furiosamente la testa contro il pavimento, finché un ago gli trafisse il collo e le forze lo abbandonarono, lasciandolo a ululare come un animale ferito, finché non gli cedette anche la voce e il Sith rimase intrappolato nel mondo grigio e sfocato in cui l’aveva spedito il potente sedativo che Artemis gli aveva iniettato. La Padawan lo fece voltare su un fianco e gli ammanettò le mani dietro la schiena mentre Nergal farfugliava, poi si allontanò dicendo a tutti di lasciarlo in pace.
Nergal guardò di traverso il proprio riflesso nel vetro. Sembrava pazzo. Aveva gli occhi allucinati e rabbiosi, cerchiati di ombre violacee, e il volto scavato. Aveva le unghie spezzate, e cicatrici, graffi e lividi dappertutto. Era coperto di sangue secco e, ma non sapeva se era suo, né quando si era ferito. Di fatto, si era coagulato lasciandolo rigido, indolenzito e appiccicoso.
Lasciò ricadere la testa contro il pavimento. Rimase così, intontito, fino alla fine del viaggio verso Coruscant.


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