Iniziative
FW.it nel Mondo
Rules, Help & Co
Il ritorno di Jafar di Alexandra Tomyris
Categoria: Film d'animazione - Altri
Rating: Per tutti
Personaggi: Non indicati
Genere: Drammatico, Fantastico, Introspettivo
Note: Non indicate
Aggiungi la storia ai preferiti | Segui la storia
Stampa il capitolo | Stampa la storia
Capitolo pubblicato il 09-01-2019
Commenti al capitolo - 0

Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.
<<

Testo su Tutta la Pagina Testo sull'80% della Pagina Testo sul 60% della Pagina # Aumenta Interlinea Interlinea Normale Riduci Interlinea # Ingrandisci il Font Reimposta il Font Rimpicciolisci il Font

Jago entrò nello studio personale del sultano. Era riuscito da poco a riguadagnare abbastanza forza da riassumere le sembianze umane e smettere di stare confinato in una stanza per evitare di essere visto e scatenare il panico ad Agrabah.
-Ah, Jago. Vieni pure, vieni.
Jago s’inchinò e si avvicinò, appollaiandosi sui cuscini di fronte ad Harun.
-Come stai? – chiese lui.
Jago alzò le spalle.
-Pensavo che ora, morto Jafar…
-Proprio perché è morto, non starò mai più bene – disse Jago. – Per quanto sia arrivato a odiarlo, era parte di me. E metà della mia anima è stata strappata via. Soprattutto considerando che l’ho ucciso io, ed è contro ogni logica che un Jinn uccida il suo padrone.
-I Jinn non possono uccidere.
-Sì, be’, non direttamente. Non possiamo strappare la vita di qualcuno via dal suo corpo. Ma possiamo causarne la morte. Possiamo fermargli il cuore o stritolargli la gola o spingere una lampada giù da uno sperone di roccia.
Harun lo studiò a lungo. Poi disse: - Non devi sentirti in colpa. Hai fatto la cosa giusta. Jafar se lo meritava.
-No, non è vero – mormorò Jago. – Non volevo tradirlo.
-Quel mostro senza cuore è stato solo ripagato della sua stessa moneta.
-Era mio amico.
-Sei confuso perché era il tuo padrone. Jago, capisco come ti senti, ma è acqua passata, ormai, e faresti meglio a dimenticarti di tutta questa faccenda…
Prima di rendersene conto, Jago era saltato in piedi e stava strillando contro Harun.
-No, voi non capite come mi sento! Non avete la minima idea di come io mi senta! O di come si sentisse Jafar! Voi avete sempre avuto la vita facile…
Harun, che era caduto all’indietro per lo spavento, si raddrizzò di colpo.
-Come osi? – ruggì. – Facile? Facile? Facile dover governare un paese e contemporaneamente crescere una figlia da solo? Tu non hai la minima idea di quello di cui parli!
-Oh, ce l’ho, invece! La mente di Jafar era la mia e la mia mente era la sua! Condividevo con lui pensiero, anima, ricordi! Jafar ha avuto una vita orrenda prima di diventare visir, non ha mai ricevuto un briciolo d’amore in tutta la sua vita, è sempre stato odiato e respinto da tutti! Voi pensate che le sole vittime in tutta questa storia siano state Aladdin, il povero ragazzo di strada a cui nessuno concedeva il minimo credito, e Jasmine, imprigionata in una torre d’avorio ad aspettare che un vecchio califfo ricco e decrepito la comprasse da voi, senza poter decidere nulla della sua vita. Ma Jafar non è mai stato meno in trappola di loro! L’unica differenza era che Jafar era più arrabbiato di tutti e due messi insieme! Jafar voleva riscattarsi con tutte le sue forze e ha usato le uniche due armi che aveva a disposizione: l’astuzia e l’odio. Ma voi non avete idea di quanto soffrisse. Non avete la minima idea! Non avete il diritto di dire che Jafar era un mostro, perché sono stati gli altri che l’hanno fatto diventare così, e non potrete mai sapere quanto Jafar odiasse essere se stesso! Ma io ero l’unica persona di cui si fidasse, forse addirittura mi amava, e anch’io mi fidavo solo di lui e per quanto mi strapazzasse, mi insultasse, e non apprezzasse mai niente di quello che facevo, anch’io lo amavo perché io avevo solo lui e lui aveva solo me! Era metà della mia anima e ho dovuto pugnalarlo alla schiena e adesso voi vorreste che io semplicemente dimentichi tutta la faccenda solo perché è acqua passata?
Harun balzò in piedi. – TI STAI DIMENTICANDO CHE LE MACCHINAZIONI TUE E DI JAFAR PER POCO NON SI SONO CONCLUSE CON LA MIA MORTE, QUELLA DI ALADDIN E QUELLA DI JASMINE! – ululò. – TU DOVRESTI SOLO RINGRAZIARMI CHE LA TUA TESTA SIA ANCORA ATTACCATA AL TUO COLLO!
-Forse devo tornare più tardi – disse timidamente Aladdin dalla soglia.
Harun e Jago si voltarono di scatto verso lui e Jasmine, che indugiavano all’entrata. Jago piombò a sedere, inferocito, e Harun si sedette lentamente, cercando di riacquistare un contegno. – No, no, entra pure…Entra pure, ragazzo mio -. Si sforzò di sorridere. – O dovrei dire “mio nuovo gran visir”?
Aladdin si schiarì la voce. – Ehm, signore, in realtà sono qui per parlare di questo. Sono molto onorato, ma…
Jago, ancora in preda all’ira, aggredì anche lui. – Ma? Ma cosa?
Aladdin lo guardò perplesso, poi concluse: -…Ma non posso essere il vostro nuovo gran visir.
-Cosa? -. Jago fece per afferrare Harun per un braccio, poi cambiò idea e all’ultimo afferrò un cuscino. – Sultano, il ragazzo straparla! Non statelo a sentire! Che vorresti di più? – urlò ad Aladdin.
-Il mondo! – dichiarò Aladdin.
-Senti, personalmente condivido, ma bisogna fare un passo alla volta.
-Intendo dire che voglio vedere il mondo – disse Aladdin impaziente. – Non riuscirei a passare il resto della mia vita chiuso in un palazzo -. Lasciò vagare lo sguardo fuori dalla finestra. – C’è così tanto da fare e da vedere, prima.
-E la tua fidanzata? – ribatté Jago. – Ti aspetti che la principessa rimanga qui zitta e buona ad aspettarti?
-Non ho alcuna intenzione di farlo – disse Jasmine.
-Ecco, visto?
-Io andrò con lui a vedere il mondo.
Harun aveva l’aria sommamente contrariata, ma decise di affrontare l’argomento più tardi. – Prima dobbiamo decidere cosa fare con questo Jinn.
-Jago adesso è libero, no? – disse Aladdin. – Può fare quello che vuole.
-Rimarrò, se me lo permettete. Non ho altro posto dove andare – disse Jago. S’infilò una mano nella tunica e quando la tirò fuori gli altri videro una rosa del deserto stretta fra le sue dita. Jago la contemplò meditabondo. – Ma prima devo portare una cosa a una persona.


↑ Torna in Cima ↑

<<




#libriattesi
Il ritorno
Jennifer L. Armentrout
Genere
Paranormal Romance
Data di uscita
12-04-2018
Fragile è la notte
Angelo Petrella
Genere
Noir
Data di uscita
12-04-2018
L'altra moglie
Kerry Fisher
Genere
Thriller Psicologico
Data di uscita
12-04-2018