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Desideri per Natale di Mei-chan
Categoria: Originali - Generale
Rating: Per tutti
Personaggi: Nessuno
Genere: Generale
Note: Nessuno
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Capitolo pubblicato il 13-12-2009
Commenti al capitolo - 1


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Desideri per Natale

Non vi dimenticate di esprimere un desiderio quest'anno.
Chissà che non si avveri.

A prescindere da tutto quello che dico sempre – che odio fare i regali in un certo periodo stabilito dell’anno, che non sono troppo religiosa, che non amo il luccicare delle paillettes e dei lustrini – non è che odi veramente il Natale.
Diciamo che sono innamorata dell’immaginario classico: il fuoco acceso, la neve che cade fuori dalla finestra, scartare i regali attorno all’albero.
Certo nel mio caso sarebbe un albero di Natale senza lustrini, ma credo che questo non cambi di molto la scena.
Così adesso, mentre mi imbarco sull’ennesimo aereo, cerco di non pensare che mi sto allontanando mille miglia – e forse anche di più – dalla neve e dal camino acceso per andare a firmare l’ennesimo contratto dall’altro capo del mondo.
Sotto Natale.
È così strano per me pensare ad un Natale con le palme e cinquanta gradi centigradi, che ho addirittura messo un maglioncino di lana in valigia nel caso capitasse un miracolo natalizio e improvvisamente la neve decidesse di fare capolino anche a quella latitudine.
Non so per quale scherzo del destino accaddero certe cose, posso solo registrare come siano avvenute.
Quando atterrammo all’aeroporto di Buenos Aires non me ne accorsi subito.
Faceva freddo.
Furono i miei stessi colleghi a farmelo notare, rabbrividendo per il vento della sera nelle loro magliette leggere. .
Uscendo dall’aeroporto un fiocco di neve mi si posò sul naso.
Quanti anni erano passati dall’ultima volta che aveva nevicato in piena estate? Cento? Mille?.
Mi era sembrato un regalo immeritato, ma assolutamente gradito, e mi muovevo per il mondo con un sorriso da ebete sul viso.
Ero ancora in questo stato di strana beatitudine quando la nostra guida ci comunicò che c’erano stati dei disguidi e che la nostra prenotazione all’albergo non era mai arrivata.
Come avremmo fatto a trovare un posto per dormire in quel periodo dell’anno.
Era assolutamente impossibile.
Fu la stessa guida a risolvere il problema: ci offrì di soggiornare in una casa fuori città di proprietà della famiglia di un suo vicino per un prezzo che ritenni decisamente modico.
Non mi insospettii troppo per questa cordialità insperata, forse per la situazione in cui ci trovavamo o forse per la simpatia istintiva che mi aveva suscitato quell’uomo.
Ma quando varcammo la soglia della casa un moto di allegria, mista ad uno stupore genuino, mi riempì il cuore.
La casa che ci era stata così gentilmente affittata era la perfetta riproduzione di una baita austriaca compresa di camino che ci affrettammo ad accendere vista la temperatura, io con il mio maglioncino di lana gironzolavo per la casa tutta contenta, tra l’invidia dei miei colleghi per quell’indumento caldo.
Non potevo però fare a meno di chiedermi quale strana congiunzione astrale avesse permesso alla mia letterina di Natale mentale di diventare realtà.
Era ormai tardi e si avvicinava a grandi passi la mezzanotte di Natale che aspettavo con trepidazione accanto alla finestra guardando la neve che vorticava fuori.
Eppure, in tutto quel caos generato da quei desideri realizzati, sentivo qualcosa che mancava.
O meglio qualcuno.
Lo avevo lasciato a casa con un singhiozzo di pianto nel cuore e con la promessa di tornare prima di Capodanno.
Avrei voluto che fosse con me, che fosse lì a godersi lo spettacolo del clima impazzito dall’altro capo del mondo.
Tutti quei desideri realizzati senza lui sembravano solo di una felicità superficiale, non destinata a durare.
Il giorno seguente avrei visto gli evidenti svantaggi di una nevicata fuori stagione, la neve sarebbe stata nera e sporca, il freddo insostenibile, il tempo infinito.
E, mentre pensavo a lui così intensamente, una sua chiamata apparve sul mio cellulare.
Non so per quale assurdo motivo non risposi “Pronto?” ma bensì “Dove sei?".
La risposta fu sorprendente.
-Apri la porta.-.
Non mi chiesi per quale motivo o ragione mi fosse stato regalato tutto questo, ma senza dire parola volai alla mia porta, e tra le sue braccia, per un Natale davvero perfetto.


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