Iniziative
FW.it nel Mondo
Rules, Help & Co
Troppo di Frozen
Categoria: Originali - Romantico
Rating: Per tutti
Personaggi: Non indicati
Genere: Introspettivo, Malinconico, Romantico
Note: AU, Oneshot
Aggiungi la storia ai preferiti
Stampa il capitolo | Stampa la storia
Capitolo pubblicato il 01-11-2009
Commenti al capitolo - 1


Testo su Tutta la Pagina Testo sull'80% della Pagina Testo sul 60% della Pagina # Aumenta Interlinea Interlinea Normale Riduci Interlinea # Ingrandisci il Font Reimposta il Font Rimpicciolisci il Font

Troppo


Christopher si sistemò meglio la giacca nera del completo e si schiarì la voce tossicchiando. Si sistemò anche la cravatta e i suoi famosi occhiali dalle lenti gialle sul naso e, facendo un respiro profondo, varcò la soglia della biblioteca.
Fuori da essa e sui grandi portoni di legno c'erano due cartelli che indicavano: “Aperta anche il giorno di Halloween”, con tante zucche e sagome stregate a farne da contorno. Era passato così tante volte davanti a quell'edificio che li aveva notati subito... così come aveva visto subito chi li aveva affissi. Per questo si era messo in tiro, passando per pazzo agli occhi della sua famiglia. Ricordava ancora perfettamente come il figlio Edward gli avesse riso davanti e il nipote Lucas avesse spalancato la bocca, sconvolto.
- Papà – aveva esalato Edward, soffocato dalle risate, quando lo aveva visto – Alla tua età? Spero non sia per quella... bibliotecaria! - aveva esclamato fra un eccesso di risate e l'altro. A quel punto anche Lucas si era messo a ridere, ma era scomparso subito in salotto, mettendosi una mano sulla bocca: probabilmente non aveva il coraggio di prendere in giro un uomo che adorava.
- E se anche fosse? - aveva risposto borbottando. Poi era uscito di casa e si era precipitato lì.
Cosa c'era di male a essere attratti da una giovane così bella, anche se alla sua età? Non aveva certo intenzione di dichiararsi, sia mai, si era detto, e nemmeno di farle la corte. Voleva solo passare a salutarla ogni tanto, per vedere come stava, cosa faceva, se sorrideva... A pensare al suo sorriso, mentre varcava ancora il portone della biblioteca, sorrise ammaliato. Era stata la prima cosa che lo aveva attirato di lei, non si poteva non rimanere abbagliati da quelle labbra piene e con appena un velo di rossetto a farle risaltare.
- Buonasera – lo salutò. Christopher tornò immediatamente indietro dal mondo della fantasia. Ma la realtà non era certo così cruda come si aspettava, perché davanti a lui c'erano proprio lei, il suo sorriso e le sue maniere affabili e sincere. Gli sorrideva dal suo posto alla scrivania, vicino all'entrata, e se ne stava con le mani incrociate davanti a lei e la tastiera del computer di fianco. - E' un piacere rivederla, signor Flinch – continuò.
- Via, via, signorina! Le avevo già detto di chiamarmi Christopher o sbaglio? - le riprese allegramente, avvicinandosi con il passo più affascinante che riuscisse a fare. Non dovette riuscirgli bene, perché la vide nascondere un sorrisetto dietro una mano e gli occhi luccicarle.
- E io non le avevo forse detto di darmi del tu e chiamarmi Lorelei, signor Christopher? - replicò ridendo. - E' venuto per il suo solito giretto? Purtroppo non ci sono libri nuovi -
- Oh no, ero solo venuto a vedere come ve la passavate la sera di Halloween, Lorelei – Assaporare quel nome sulla lingua era un piacere. Le sorrise, e lei in risposta ridacchiò e si indicò con un dito.
- Aspettiamo i bambini festanti per dargli le caramelle – e si picchiettò sui capelli lisci e neri, dove portava un grande cappello arancione a punta, quello che nell'immaginario collettivo avevano le streghe. Poi passò a indicare il suo abbigliamento: un semplice cardigan e dei pantaloni, ma rispettivamente arancione e neri, coordinati agli orecchini a forma di ragno che portava ai lobi delle orecchie.
- Oh! - esclamò divertito Christopher. - La mia vista fa cilecca, si vede che sto invecchiando! Non avevo notato! -
Vide Lorelei fare un sorriso triste, un po' malinconico. Si riprese subito però, non ebbe nemmeno il tempo di chiederle il perché di quel cambiamento; gli sorrise e si alzò dalla scrivania, facendo ticchettare sul pavimento lucido di quella parte della biblioteca le sue ballerine nere.
- Ora che ci penso, c'è un libro che potrebbe interessarle! - Gli fece cenno di seguirla.
La seguì fra gli immensi scaffali, perdendosi ad osservare come sempre la loro altezza e l'ordine rigoroso. Che lui sapesse, quella era una biblioteca a gestione familiare, e per ora c'erano state solo Lorelei e sua sorella gemella Mirto, una ragazza tanto bella quanto la sorella ma con un carattere pessimo. L'aveva vista solo una volta, pensò, ma gli era bastata. Ogni volta che vedeva Mirto, con quegli occhi rossi pronti a trafiggerlo se si fosse avvicinato troppo a Lorelei, era costretto ad andarsene prima dalla biblioteca. Probabilmente la ragazza aveva notato subito l'interesse che nutriva per la sorella, si disse sospirando.
- Qualcosa non va? - gli chiese Lorelei. Lo guardava da dietro la spalla sinistra, continuando a guidarlo in quel dedalo di corridoi in cui si sarebbero potuti perdere. Le sorrise debolmente.
- No, no. Stavo solo pensando... - rispose.
- Oh, capisco – Sembrava delusa.
Arrivarono dalla parte opposta della biblioteca dopo ben cinque minuti. Lorelei gli mostrò degli scaffali piccoli e stipati di libri all'apparenza antichi e un po' consunti. Ne prese uno, ci soffiò sopra per togliere un po' della polvere che si era depositata, e glielo porse con un sorriso.
- Sono vecchi, non li legge più nessuno. L'argomento ci scommetto che le interesserà, però! - Glielo mise in mano e sollevò la copertina rigida. Una scritta grande e dall'inchiostro un po' sbiadito attirò la sua attenzione, facendo ridacchiare Lorelei.
- “Storie magiche, fiabe e racconti” - lesse lentamente Christopher. Gli occhi dietro le lenti gialle degli occhiali gli si illuminarono, e Lorelei sorrise dolcemente.
- Mi ha detto che ha un nipote piccolo appassionato di magia, giusto? Potrebbe raccontargliele... e se vuole glielo regalo, questo libro, tanto non lo chiederà mai nessuno – gli disse. Christopher però scosse la testa, richiudendo attentamente la copertina tutta rotta e sorridendole allo stesso modo.
- I libri delle biblioteche appartengono alle stesse, è una mia assoluta convinzione. Non porterò mai via una parte del loro tesoro – disse con tono dolce, che intenerì ancora di più Lorelei.
- La penso allo stesso modo... ma soffro per questi libri, per questo sto cercando qualcuno che li possa “adottare”. Li considero come delle povere bestiole abbandonate, e voglio trovar loro una casa – spiegò seriamente Lorelei, dirigendosi di nuovo verso gli scaffali impolverati. Accarezzò le loro costine con le dita, una a una, e abbracciò l'intera parete. Solo poi parlò ancora, voltandosi ancora verso di lui. - Mi fido di lei, Christopher, so che se li prendesse li tratterebbe come fossero dei tesori inestimabili – gli confidò.
Christopher era commosso. Sospirò pensoso, e accarezzò la copertina consunta del libro che teneva fra le mani. Poi rialzò lo sguardo e fissò intensamente la sua adorata Lorelei, che lo guardava con occhi colmi di aspettativa. Come poteva deludere una così bella e nobile creatura? Chiamatemi romantico, ditemi che sono all'antica, ma per lei sarei disposto ad affrontare un drago come nelle favole, si disse sorridendo malinconicamente. Tutto nonostante l'età... e soprattutto la differenza d'età.
- Sarei onorato di poter adottare alcune di queste bellissime bestiole, allora – annuì. Lorelei si illuminò e gli corse incontro. Si slanciò verso di lui e lo abbracciò stretto, lasciandolo basito e senza fiato. Rimasero così per qualche secondo, fino a che lei, forse imbarazzata, si staccò e si affrettò a raccogliere alcuni di quei libri in due scatoloni. Probabilmente riguardavano tutti la magia, argomento che aveva da sempre affascinato la famiglia Flinch da tempo immemore, come le aveva raccontato. Tornò con un sorriso splendente e le guance nivee arrossate, gli occhi rossi come quelli della sorella illuminati da una luce dolce e brillante.
- La ringrazio con tutto il cuore, Christopher – gli disse. Lui annuì, sorrise imbarazzato e, per quel giorno, si disse che le emozioni erano state abbastanza. La salutò e, una volta tornato dalla parte opposta della biblioteca, affiancato silenziosamente da Lorelei, se ne andò.


Mirto sospirò. Le sue narici fremettero, e per calmarsi fece parecchi respiri profondi, grattandosi la testa dai capelli ricci. Osservò la sorella rimanere per qualche secondo imbambolata davanti alle pesanti porte di legno laccato, le stesse da cui era appena uscito quel vecchio che lei tanto disprezzava, in fin dei conti. Vide Lorelei sospirare amareggiata e tornare a sedersi al suo posto, dietro la scrivania. Quando le si avvicinò, finalmente, la trovò intenta a trattenere le lacrime e mangiucchiare una delle caramelle che avevano lasciato sul bancone per i bambini che sarebbero arrivati a momenti. Sospirò.
- Siete due idioti. Lo sai questo, vero? - Lorelei sorrise, lasciando che due lacrime rotolassero sulle guance arrossate.
- Non possiamo... C'è troppa differenza – singhiozzò. Nascose il viso fra le mani e finalmente pianse tutte le sue lacrime. La maggior parte delle parole le rimasero chiuse in gola, ma Mirto le colse tutte, irritata. - E poi lui ha già una famiglia, non posso sperare che mi accolgano come se niente fosse... -
Mirto non rispose nulla. Rimase ad ascoltare i suoi singhiozzi e, alla fine, le passò un fazzoletto per pulirsi il trucco che si era sciolto. Lorelei non la guardò, e Mirto pensò che nonostante fossero gemelle i loro caratteri erano davvero differenti: fosse stata al suo posto, lei se ne sarebbe fregata altamente e si sarebbe precipitata fra le braccia del vecchio. Rabbrividì a quell'immagine, e ringraziò il cielo di non essere sua sorella. Questo non cambiava i fatti, però, e quando la sorella le sorrise grata ne approfittò per ripetere quello che aveva detto prima.
- Nonostante tutto... penso proprio che siate due idioti – e la lasciò a sorridere amaramente, mentre lei si precipitava davanti alle porte della biblioteca per distribuire le caramelle ai bambini appena arrivati.

* * *

Note finali:
Halloween, l'ho sempre detto, è il mio periodo preferito. Amo le atmosfere malinconiche che mi ispira, e mi induce a scrivere del sovrannaturale.
In questo periodo, circa un anno fa ormai, ho dato campo libero a un'idea che mi era saltata in testa e che si era tradotta nella mia storia "Halloween Nightmare". Da allora ho cominciato a sviluppare storie con vari personaggi che si svolgevano in parallelo a quella, creando "La trilogia di Lorelei" (composta da tre saghe, principalmente: "Halloween Nightmare", "Midnight and Misfortune" e "Il labirinto del Gattomatto"); come avrete capito da questo titolo, quindi, questi due personaggi ci hanno molto a che fare. Solo che non li avevo presentati entrambi nelle altre mie storie, pubblicate su Fanworld.it, per ora avevo scritto solo di Christopher e della famiglia Flinch, protagonisti della saga "Halloween Nightmare". Insomma, è una storia lunga e complicata.
Tutto questo per dirvi che ho deciso in questo momento di festeggiare l'anniversario della nascita di questa lunghissima saga ancora per metà da scrivere, pubblicando questa storia, una AU che vede protagonisti proprio Christopher Flinch e la Strega Lorelei (personaggio che verrà introdotto nella saga finale), con la partecipazione speciale della cattiva per eccellenza della saga "Midnight and Misfortune", che potete trovare su EFP. ^^
Auguri alla mia creatura, quindi :*** Il giorno in cui questo parto finirà sarà una gioia soprattutto per me! =D Intanto spero che questa storia vi sia piaciuta.


↑ Torna in Cima ↑