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Every you every me di Chiara
Categoria: Telefilm & TV - NCIS
Rating: Per tutti
Personaggi: Anthony "Tony" DiNozzo, Ziva David
Genere: Comico, Romantico
Note: Drabble, Raccolta
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Capitolo pubblicato il 22-09-2009
Commenti al capitolo - 1

Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

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~ Buio
L'interno della macchina era freddo, tanto che i loro respiri si condensavano in minuscole nuvolette a mezz'aria.
Tony odiava visceralmente gli appostamenti durante l'inverno, tanto più perché non potevano nemmeno accendere il motore, o avrebbero rischiato di compromettere un'indagine che durava ormai da un mese. Gibbs li avrebbe uccisi.
« Fa freddo. » sbottò Ziva, stringendo tra le mani il thermos di tè nella speranza di riscaldarsi, e Tony sbuffò.
« Puoi smettere di rimarcare l'evidenza? » scollò, strofonandosi le mani attraverso i guanti ed infilandole sotto il cappotto e la sciarpa. Distese le gambe e gettò indietro il capo « Se continua così la vedo grigia. » soffiò, fissando il buio fuori dai finestrini della macchina.

~ Grigio
Ziva lo fissò per un secondo, perplessa.
« Che cosa vedi grigia, Tony? L'auto del sospettato è rossa. »
Anche DiNozzo impiegò un secondo a capire a cosa si riferisse la collega. Non era possibile che non avesse capito, stavolta.
« La vedo grigia, Ziva. È un modo di dire. Intendo dire che, se McGenio non arriva alla svelta, io e te moriremo congelati. »
« E non potevi dirlo subito? » sbuffò la donna, infastidita, scuotendo i capelli « Voi americani ed i vostri assurdi modi di dire. »
Tony avrebbe voluto controbattere con una citazione arguta e zittire l'israeliana una volta per tutte, ma quando guardò fuori dal finestrino, le parole gli morirono in gola.
« Guarda, l'alba. » sorrise, passandosi una mano tra i capelli.

~ Mattino
McGee arrivò pochi minuti dopo l'alba, come concordato, ma la sua puntualità non gli risparmiò i commenti sarcastici di Tony, che Ziva liquidò con un « Lascialo perdere, è stanco. » prima di afferrare l'agente anziano per un braccio e strattonarlo dentro la macchina con cui era arrivato McGee.
La donna si infilò al posto di guida, accarezzando nervosamente il volante. Poi, con delicatezza, girò la chiave nel quadro.
« Casa mia è qui vicino. » azzardò lei per un secondo, prima di voltarsi ed accorgersi che Tony, rannicchiato nel tepore del sedile del passeggero, si era già addormentato, proprio come un bambino.
Sorrise leggermente, mettendo in moto e guidando per le strade di Washington con un'insolita premura.
A mezzogiorno, Tony si svegliò avvolto in una coperta sul divano di casa David.


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