Colors of the Wind di El Defe
Categoria: Harry Potter - One-shot
Rating: 14+
Personaggi: Ninfadora Tonks, Remus Lupin
Genere: Commedia, Drammatico, Generale
Note: Lime, Missing Moment, Raccolta
Rating: 14+
Personaggi: Ninfadora Tonks, Remus Lupin
Genere: Commedia, Drammatico, Generale
Note: Lime, Missing Moment, Raccolta
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Capitolo pubblicato il 18-08-2009
Commenti al capitolo - 1
Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.
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Capitolo pubblicato il 18-08-2009
Commenti al capitolo - 1
Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.
Note: Prompt da #11 a #18 della Big Damn Table, il challenge portato in Italia da Fiorediloto e Katrinbisiani che consiste nello scrivere 100 fic sullo stesso claim. In più, Pigiama Party - Raccolta di Drabble @ Fanworld.
Abbiate pietà, non tornavo da tanto in HP: tutto quello che c'è di canon, come sempre, dal sempre sia lodato lexicon. Il titolo della raccolta proviene dalla colonna sonora di Pocahontas della Disney.
Beta-reader: Juuhachi Go.
Data: Agosto 2009.
Disclaimer: È JKR quella che se la spassa immeritatamente con i dindi guadagnati da Harry Potter: quest'ultimo non è una mia idea, ma della succitata scrittrice, e scrivendo questa breve storia IO non ci guadagno né ci guadagnerò un centesimo.
Questa storia è protetta da una licenza.
Yellow
«Buon Dio, Dora, non sono un po' troppo vivaci?» disse suo padre mentre scioglieva i capelli giallo omelette, lunghi fino a metà schiena, che fino a quel momento aveva portato legati in una crocchia e tenuti a posto dal cappellino originale delle Holyhead Harpies.
Nymphadora non rispose: si limitò a sorridere piano, guardandosi in uno dei tanti specchi della casa, e a far mulinare i capelli allo stesso modo della Caposcuola, quasi avesse desiderato imitarla. Un vortice di colore fittizio, proprio come quello di Susan Strawford, colpita dallo scherzo – il primo di una lunga serie – dei fratelli gemelli di Charlie.
Orange
«Un delicato vapore argenteo dovrebbe ora sprigionarsi dai vostri calderoni.»
Sottovoce, Nymphadora borbottò, frustrata: la sua pozione aveva assunto la precisa consistenza della marmellata troppo rappresa, e aveva un colore tutt'altro che intonato alle parole che, come in una beffa ben orchestrata, il professor Snape aveva deciso di pronunciare proprio in quel momento. Dimenticava sempre che non poteva più contare su Charlie per tirarsi fuori dai guai. Con un sospiro stizzito, versò nella fiala la prima Pozione Corroborante color arancio carota che si fosse mai vista nel mondo magico, sperando, se non nella clemenza di Snape, quantomeno nella sua distrazione.
Purple
«Attenzione al-» sussurrò allarmato, ma non bastò per evitare di vederla trascinarsi dietro il portaombrelli antico a zampa di troll e cadere lunga distesa a terra. Diresse uno Schiantesimo bene assestato contro il ritratto della madre di Sirius che aveva ricominciato a sbraitare ingiurie contro la feccia, il lurido sangue sporco che insudicia la magione dei Black, e la aiutò a rialzarsi.
«È la seconda volta che ti incontro, ed è la seconda volta che ci inciampi» disse, affabile. «Dovresti fare più attenzione!»
Un lampo color porpora attraversò le guance – e la capigliatura – di Tonks, mentre afferrava la sua mano.
Brown
«Nymphadora...»
«Tonks» puntualizzò, senza neppure il solito sdegno che contraddistingueva quelle correzioni.
«Nymphadora» ripeté Remus senza scomporsi, avvicinando la mano segnata ai suoi capelli, di un insolito e smorto marrone. «Sono troppo vecchio per te...»
«Sciocchezze.»
«Povero, malato...»
«Non mi importa.»
«Troppo pericoloso» concluse, inflessibile. «Mi dispiace» aggiunse mesto, evitando di guardarla negli occhi, e si avviò verso l'uscita.
«Io non mi arrendo per così poco, Remus» mormorò, quando fu sicura che non poteva più sentirla. Si guardò in uno degli specchi scheggiati e opachi di Grimmauld Place: fissò i suoi stessi capelli color topo, con occhi inondati di lacrime.
Blue
«Come mai qui?» gli chiese, trattenendo le lacrime incessanti con uno sforzo immenso.
«Mi sono reso conto... che aspettare il momento migliore-» si interruppe, e le porse la scatola. Nymphadora la aprì, cominciando a fissare le sfumature bluastre della pietra intagliata, piccola e insolitamente brillante.
«Non è nulla di particolarmente prezioso» si scusò. «Non posso permettermi molto di più, è semplicemente una gemma di mia madre montata su un nuovo anello» specificò, indicando il sottile cerchietto che, al centro, si allungava ed avvolgeva lo zaffiro. E il brillante rifletteva le loro labbra che si scambiavano un bacio, mormorando quel sì.
Black
Era stato facile, davvero facile mettere a tacere quel poco della razionalità che ancora gli restava. Nonostante il corpo palpitante di Nymphadora ancora avvinghiato al suo, nonostante gli ultimi echi del loro piacere tardassero a spegnersi, l'inquietudine sul suo volto era tornata in una forma tutta nuova. Riusciva a intuirla, nel buio.
«Remus...»
«Non avrei mai dovuto farlo» ringhiò, dimenandosi un po' per riuscire a sciogliersi da quell'abbraccio strettissimo.
«Remus!» mormorò scandalizzata; un istante più tardi sospirò, permettendogli di voltarsi. Attese a lungo che le parlasse di nuovo, ogni minuto più sprofondato del precedente in un nerissimo abisso di disperazione.
Green
Lampi nella notte, luminosi come i petardi di Filibuster e più colorati di una scatola di Every Flavour Beans. Nymphadora aveva sempre amato l'imprevedibilità delle gelatine e le artistiche esplosioni dei fuochi artificiali, ma non c'era nulla di imprevedibile o artistico – verde, morte, morte, verde – nella battaglia ai piedi del castello.
«Confringo!» gridò, centrando in pieno petto Rodolphus che venne sbalzato parecchi metri più in là. «Stupeficium!» esclamò subito dopo, spedendo un'Acromantula dritta contro i bastioni di Hogwarts.
La voce di Dolohov risuonò rasposa, incomprensibile.
«Avada Kedavra.»
«Remus!»
E tutto fu buio e magia e dolore e furia e verde.
Red
Lo Schiantesimo di Tonks squarciò l'aria notturna, sfavillando per qualche istante prima di infrangersi contro l'incantesimo di protezione di sua zia. La luce rossa riverberava negli occhi di lei, folle più che mai, desiderosa di compiacere il Signore Oscuro ad ogni costo: e liberarsi della vergogna della famiglia non era un prezzo irragionevole.
«Papà, Alastor, Remus» gridò, il risentimento che esplodeva in dolore incontrollabile, in magia sconosciuta, «è ora di finirla, Bellatrix!» La donna era in difficoltà, chiamò aiuto, muti incantesimi rivolti al cielo.
L'Expelliarmus che colpì Nymphadora alle spalle non era altro che il personale, rosso araldo della morte.
Abbiate pietà, non tornavo da tanto in HP: tutto quello che c'è di canon, come sempre, dal sempre sia lodato lexicon. Il titolo della raccolta proviene dalla colonna sonora di Pocahontas della Disney.
Beta-reader: Juuhachi Go.
Data: Agosto 2009.
Disclaimer: È JKR quella che se la spassa immeritatamente con i dindi guadagnati da Harry Potter: quest'ultimo non è una mia idea, ma della succitata scrittrice, e scrivendo questa breve storia IO non ci guadagno né ci guadagnerò un centesimo.
Questa storia è protetta da una licenza.
Colors of the Wind
Yellow
«Buon Dio, Dora, non sono un po' troppo vivaci?» disse suo padre mentre scioglieva i capelli giallo omelette, lunghi fino a metà schiena, che fino a quel momento aveva portato legati in una crocchia e tenuti a posto dal cappellino originale delle Holyhead Harpies.
Nymphadora non rispose: si limitò a sorridere piano, guardandosi in uno dei tanti specchi della casa, e a far mulinare i capelli allo stesso modo della Caposcuola, quasi avesse desiderato imitarla. Un vortice di colore fittizio, proprio come quello di Susan Strawford, colpita dallo scherzo – il primo di una lunga serie – dei fratelli gemelli di Charlie.
Orange
«Un delicato vapore argenteo dovrebbe ora sprigionarsi dai vostri calderoni.»
Sottovoce, Nymphadora borbottò, frustrata: la sua pozione aveva assunto la precisa consistenza della marmellata troppo rappresa, e aveva un colore tutt'altro che intonato alle parole che, come in una beffa ben orchestrata, il professor Snape aveva deciso di pronunciare proprio in quel momento. Dimenticava sempre che non poteva più contare su Charlie per tirarsi fuori dai guai. Con un sospiro stizzito, versò nella fiala la prima Pozione Corroborante color arancio carota che si fosse mai vista nel mondo magico, sperando, se non nella clemenza di Snape, quantomeno nella sua distrazione.
Purple
«Attenzione al-» sussurrò allarmato, ma non bastò per evitare di vederla trascinarsi dietro il portaombrelli antico a zampa di troll e cadere lunga distesa a terra. Diresse uno Schiantesimo bene assestato contro il ritratto della madre di Sirius che aveva ricominciato a sbraitare ingiurie contro la feccia, il lurido sangue sporco che insudicia la magione dei Black, e la aiutò a rialzarsi.
«È la seconda volta che ti incontro, ed è la seconda volta che ci inciampi» disse, affabile. «Dovresti fare più attenzione!»
Un lampo color porpora attraversò le guance – e la capigliatura – di Tonks, mentre afferrava la sua mano.
Brown
«Nymphadora...»
«Tonks» puntualizzò, senza neppure il solito sdegno che contraddistingueva quelle correzioni.
«Nymphadora» ripeté Remus senza scomporsi, avvicinando la mano segnata ai suoi capelli, di un insolito e smorto marrone. «Sono troppo vecchio per te...»
«Sciocchezze.»
«Povero, malato...»
«Non mi importa.»
«Troppo pericoloso» concluse, inflessibile. «Mi dispiace» aggiunse mesto, evitando di guardarla negli occhi, e si avviò verso l'uscita.
«Io non mi arrendo per così poco, Remus» mormorò, quando fu sicura che non poteva più sentirla. Si guardò in uno degli specchi scheggiati e opachi di Grimmauld Place: fissò i suoi stessi capelli color topo, con occhi inondati di lacrime.
Blue
«Come mai qui?» gli chiese, trattenendo le lacrime incessanti con uno sforzo immenso.
«Mi sono reso conto... che aspettare il momento migliore-» si interruppe, e le porse la scatola. Nymphadora la aprì, cominciando a fissare le sfumature bluastre della pietra intagliata, piccola e insolitamente brillante.
«Non è nulla di particolarmente prezioso» si scusò. «Non posso permettermi molto di più, è semplicemente una gemma di mia madre montata su un nuovo anello» specificò, indicando il sottile cerchietto che, al centro, si allungava ed avvolgeva lo zaffiro. E il brillante rifletteva le loro labbra che si scambiavano un bacio, mormorando quel sì.
Black
Era stato facile, davvero facile mettere a tacere quel poco della razionalità che ancora gli restava. Nonostante il corpo palpitante di Nymphadora ancora avvinghiato al suo, nonostante gli ultimi echi del loro piacere tardassero a spegnersi, l'inquietudine sul suo volto era tornata in una forma tutta nuova. Riusciva a intuirla, nel buio.
«Remus...»
«Non avrei mai dovuto farlo» ringhiò, dimenandosi un po' per riuscire a sciogliersi da quell'abbraccio strettissimo.
«Remus!» mormorò scandalizzata; un istante più tardi sospirò, permettendogli di voltarsi. Attese a lungo che le parlasse di nuovo, ogni minuto più sprofondato del precedente in un nerissimo abisso di disperazione.
Green
Lampi nella notte, luminosi come i petardi di Filibuster e più colorati di una scatola di Every Flavour Beans. Nymphadora aveva sempre amato l'imprevedibilità delle gelatine e le artistiche esplosioni dei fuochi artificiali, ma non c'era nulla di imprevedibile o artistico – verde, morte, morte, verde – nella battaglia ai piedi del castello.
«Confringo!» gridò, centrando in pieno petto Rodolphus che venne sbalzato parecchi metri più in là. «Stupeficium!» esclamò subito dopo, spedendo un'Acromantula dritta contro i bastioni di Hogwarts.
La voce di Dolohov risuonò rasposa, incomprensibile.
«Avada Kedavra.»
«Remus!»
E tutto fu buio e magia e dolore e furia e verde.
Red
Lo Schiantesimo di Tonks squarciò l'aria notturna, sfavillando per qualche istante prima di infrangersi contro l'incantesimo di protezione di sua zia. La luce rossa riverberava negli occhi di lei, folle più che mai, desiderosa di compiacere il Signore Oscuro ad ogni costo: e liberarsi della vergogna della famiglia non era un prezzo irragionevole.
«Papà, Alastor, Remus» gridò, il risentimento che esplodeva in dolore incontrollabile, in magia sconosciuta, «è ora di finirla, Bellatrix!» La donna era in difficoltà, chiamò aiuto, muti incantesimi rivolti al cielo.
L'Expelliarmus che colpì Nymphadora alle spalle non era altro che il personale, rosso araldo della morte.
FINE








