Iniziative
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Gentle Breeze di Chiara
Categoria: Anime e Manga - Altri
Rating: Per tutti
Personaggi: Non indicati
Genere: Introspettivo, Malinconico
Note: Flashfiction
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Capitolo pubblicato il 10-08-2009
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Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

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Noticina: La protagonista del manga Anatolia Story è la giovane Yuri che, a causa di un incantesimo della regina Nakia - che intende ucciderla ed utilizzare il suo sangue per un rito -, viene portata indietro nel passato nella capitale del regno Ittita, Hattusa. Qui viene salvata da Kail, terzo principe in linea di successione ma erede al trono a causa della salute cagionevole del legittimo erede e di un matrimonio con un concubina di basso rango, che la prende come propria concubina e le promette di usare i propri poteri di sacerdote per rispedirla nel suo paese.
Con il susseguirsi delle vicende, si viene a sapere che Kail si è innamorato di Yuri e anche lei, sebbene pensi talvolta a Himuro, il suo ragazzo in Giappone, inizia a ricambiare il sentimenti del principe - ovviamente, nessuno dei due lo capisce, altrimenti che shoji-drammone sarebbe? XD
Tralasciando le vicende che avvengono nel frattempo, un giorno Kail presenta a Yuri Zananza, suo fratellastro e quarto in linea di successione nonchè suo migliore amico, che si invaghisce di Yuri e reprime i propri sentimenti per amore del fratello.
Una sera, durante un ricevimento a palazzo, la regina Nakia fa bere con l'inganno un veleno - l'acqua rosa - a Zananza, che perde il senno e rapisce Yuri, causando così l'ira del fratello. Zananza e Yuri arrivano a cavallo in una città di confine del regno. Qui Zananza cerca di approfittare Yuri ma non riesce, visto che la città viene attaccata dal popolo di Mitanni, regione confinante.
Zananza allora - rinsavito da un colpo di Yuri che gli fa vomitare il veleno che la regina gli ha fatto ingerire - manda la ragazza a cercare Kail per avertirlo che la città è sotto assedio.
Yuri riesce nell'impresa, ma quando incontra Kail è sfinita sopra il cavallo che è riuscita a prendere in città. In questo momento Kail si accorge dei segni che Yuri ha sul corpo - anche se Zananza non è riuscito a concludere nulla, ci è andato vicino XD - e si infuria con la ragazza e con il fratello.
In seguito a questo episodio Yuri si rifiuta di dividere il letto con lui, andando a dormire con le proprie ancelle Hadi, Rui e Shara e i suoi rapporti con il fratello si raffreddano, anche se alla fine tutto pare essersi chiarito e i tre riappacificati.
L'episodio da me narrato si colloca nell'arco di tempo - qualche giorno - compreso tra il litigio tra Kail e Yuri e la loro riappacificazione.



GENTLE BREEZE


La sera ad Hattusa era fresca e il cielo luminoso e pieno di stelle.
Kail sospirò, la schiena appoggiata a una delle colonne del loggiato. Yuri era andata a dormire ancora una volta nella stanza di Hadi, Rui e Shara e a lui non rimaneva che imitarle, infilandosi in un letto dove aveva dormito da solo per molto tempo e che, dopo il suo bisticcio con la ragazza, pareva ancora più vuoto di quanto non fosse mai stato.
« Fratello. » la voce di Zananza, entrato silenziosamente nella stanza, interruppe momentaneamente i suoi pensieri. Era appoggiato contro la parete di fondo della stanza, le braccia incrociate contro il petto. Il mantello candido che portava drappeggiato sulle spalle ondeggiava ancora leggermente per il movimento con cui l'uomo era entrato nella stanza.
« Perdonatemi, mio signore. » si scusò Yil Bani, entrando nella stanza con aria trafelata « Ho informato sua eccellenza il principe che desideravate rimanere solo, ma non mi ha dato ascolto. »
« Va bene così, Yil Bani. » Kail scosse la testa, congedando con un gesto della mano il suo consigliere, che si ritirò nell'ombra dell'arco dell'ingresso senza battere ciglio « Cosa vuoi da me, Zananza? » continuò poi, persino più freddo di quanto avrebbe voluto essere.
L'altro uomo chinò il capo, conscio di essersi meritato quel disprezzo. Quello che aveva fatto – sebbene avesse agito sotto l'effetto dell'acqua rosa della regina Nakia – lo aveva desiderato anche da lucido. Aveva immaginato come sarebbe stato sfiorare con le labbra la pelle morbida di Yuri, farla sua, marchiare con la bocca il suo petto, lo aveva sognato e quello non faceva che renderlo colpevole nei confronti di Kail.
« Voglio solamente parlare, Kail. » rispose a voce bassa, cercando di mantenere un tono umile davanti allo sguardo severo del principe ereditario « Spiegarti. »
« Non abbiamo nulla da dirci, Zananza. » davanti agli occhi dell'uomo scorrevano solamente le immagini di Yuri abbandonata esanime sul cavallo, del suo petto costellato di segni rossi. Per quanto Zananza fosse il più caro dei suoi fratelli, non poteva perdonargli quello che aveva fatto.
« Kail. » la voce del principe risuonò nella stanza, improvvisamente secca « Puoi anche non perdonare me, ma lascia fuori Yuri da questa storia. Lei non c'entra nulla. »
« Non sta certo a te dirmi come devo comportarmi con la mia concubina! » sbottò Kail a voce alta, scattando in piedi e attraversando la sala a grandi passi fino a fronteggiare il fratellastro. « E tu sei l'ultimo a potermi fare una lezione di morale. »
Inaspettatamente, Zananza scoppiò a ridere. Inizialmente non era che un riso leggero, un lieve sussultare del suo petto, ma presto il principe cominciò a ridere di gusto, gli occhi bagnati di lacrime d'ilarità.
« La tua concubina. » soffiò, ancora senza fiato per le risate « Kail, fratello mio, hai tutte le carte in regola per diventare il prossimo imperatore. »
La rabbia che Kail aveva cercato di trattenere fino a quel momento esplose improvvisamente e, afferrato Zananza per la veste, lo sollevò da terra e lo sbatté con la schiena contro il muro.
« Come ti permetti... ? »
« Se sei disposto quasi a uccidere me per Yuri, allora non è solo una concubina. »
« Fai silenzio! » urlò Kail, lasciando cadere il fratello a terra e chinandosi ancora su di lui, le mani strette sulla sua tunica all'altezza del petto. Stava piangendo. « Come puoi dire questo dopo aver approfittato di Yuri! »
« Non l'ho fatto. » sussurrò Zananza, soffiando dolcemente sul viso arrossato del fratello sopra di lui, che anche a quelle parole non accennò a lasciare la presa, sebbene le sue mani avessero iniziato a tremare e stesse continuando a piangere. « Non ho approfittato di lei, e per questo ringrazia l'attacco dell'esercito di Mitanni. »
« Non...? »
« La sua virtù è intatta, fratello. » la voce di Zananza era un sussurro rassicurante nel buio « E lei non mi ama, il suo cuore appartiene ad un altro. »
Già, Himuro, il suo ragazzo che la attendeva in Giappone. A quel pensiero la rabbia abbandonò Kail, sostituita dal dolore, e lui si ritrovò in ginocchio con le lacrime che scorrevano lungo le guance senza che riuscisse a fermarle.
Yuri non era sua, e nemmeno di suo fratello. Yuri era del ragazzo che viveva là, in quel suo paese.
« Vieni, Kail. »
Zananza lo guidò con gentilezza verso il loggiato dove era seduto precedentemente, lo fece sedere sul balcone così che potesse godere del vento leggero che rinfrescava la notte ittita e fece un discreto cenno ad un'ancella perché portasse dell'acqua, affinché il principe potesse sciacquarsi il viso.
« Sono stato uno sciocco, Zananza. » sospirò Kail, passandosi una mano sul viso.
« Non saprei. » ridacchiò l'altro, recuperato il suo buonumore « Tu che ne pensi? »
« Sono stato un grandissimo sciocco. » confermò il principe ereditario, passandosi una mano fra i capelli e reclinando la testa all’indietro « E mi spiace di averti attaccato. »
« Non fa nulla, fratello. »
Le mani del principe cadetto tolsero gentilmente da quelle dell'ancella la pezzuola umida che la donna aveva portato. Quando gliela passò sul viso, Kail sentì immediatamente un senso di sollievo. Era un tocco gentile, educato, fermo. Leggero come il vento che, soffiandogli sulla pelle bagnata, era appena più freddo di quanto non fosse sulle sue braccia nude.
« Devo chiedere scusa a Yuri. » decise Kail, alzandosi e scansando con gentilezza la mano di Zananza.
« Giusto. » gli sorrise il fratello minore.
Quando Kail, giunto sulla soglia, gli chiese se voleva andare con lui, Zananza scosse il capo e declinò l'invito, lasciando che quei due risolvessero il loro bisticcio senza la sua presenza.
Lui sarebbe rimasto ancora un po' sul loggiato, dove il vento soffiava delicato portando via rancori e rimpianti.


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