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In fondo all'anima per sempre tu di Thalia
Categoria: Originali - Malinconico
Rating: Per tutti
Personaggi: Non indicati
Genere: Introspettivo, Malinconico
Note: Oneshot, Omosessualità
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Capitolo pubblicato il 06-08-2009
Commenti al capitolo - 1


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La frase che dà il titolo alla storia è un verso tratto da Un’Avventura di Lucio Battisti.

Appartiene alla stessa serie di Ciao, zia T. e Un piccolo angolo di… e si situa tra le due, ma può tranquillamente essere letta come storia indipendente.

Partecipa fuori tempo a Temporal_mente di Criticoni con la frase-prompt sottotitolo.

In fondo all’anima per sempre tu


"Io sono qui che annaffio i fiori mentre tu sei fuori con chissà chi." (Generazione di fenomeni – Stadio)


***

Farsi mollare dopo aver fatto l'amore – in realtà è sesso, solo sesso da un sacco di tempo per lui- è lievemente disturbante; così glielo dice mentre allunga una mano indietro per rubargli un tiro di sigaretta.

“Luca? Tutto questo è assurdo!”

Restituisce la sigaretta ma non volta lo sguardo e il suo fidanzato -che si avvia a diventare ex- può solo sbuffare e parlare contro la sua spalla.

“Perché, Francesco? Ho semplicemente detto che tra noi è finita.”

Il tono non è addolorato, come ci si aspetterebbe, solo... stanco. Stanco di cosa Franz lo potrebbe anche immaginare se non fosse troppo preso a fare l'indignato.

“Perché mi molli? Perché adesso?”

Tutto potrebbe essere molto più drammatico se non stessero discutendo sottovoce, abbracciati in un letto devastato da una sessione di qualcosa che dovrebbe assomigliare all'amore ma che ormai è solo un passatempo un po' noioso.

“Perché sono stanco di stare qui ad annaffiare i fiori mentre tu sei fuori con chissà chi.”

A questa uscita Franz volta lo sguardo sorpreso e perplesso, sbottando incredulo:

“Ma se riesci a far appassire persino le rose sulla tappezzeria?”

Luca scuote la mano dissolvendo lo sbuffo di fumo e fingendo una noncuranza che non ha:

“Dai, non è questo il punto.”

Franz non è mai stato un tipo paziente e nemmeno stavolta riesce ad aspettare che Luca raccolga le sue poche idee ben confuse e si spieghi, infatti sbotta velenoso:

“Devo avviare Autocad, ingegnere, perché lei sia in grado di fornire uno straccio di spiegazione o pensa di farcela entro il millennio?”

Luca grugnisce un insulto sottovoce e fa un altro paio di tiri per calmarsi ma anche per far stare Franz sulle spine.

“Tutta questa situazione è ridicola...” esordisce con un tono da discorso preparato. Infatti, quando Franz prova ad aggiungere qualcosa, lui si agita nell'abbraccio annoiato e sempre più inopportuno per non perdere il filo del suo pensiero.

“Senti, è chiaro ad entrambi che non possiamo più andare avanti così... tu hai la tua vita e i tuoi... amici.”

Questa volta è Franz a muoversi nervoso perché si rende conto che Luca sa e ha taciuto fino adesso.

“Luca, io...”

Si sente in dovere di giustificarsi, fingere almeno di provare rimorso per tutto il tempo speso a saltare da un letto all'altro nel tentativo di dimenticare quella persona la cui presenza aleggia anche adesso nel loro letto.

“No, Francesco... non c'è niente da dire,” continua Luca con un tono più cauto e addolorato “perché io ho provato un sacco di volte ad essere quello che tu vorresti; ma non posso essere lui.”

Franz scatta immediatamente per difendersi:

“Ma non c'è nessun altro, Luca. Ti posso giurare che non c'è nessun altro.”

E, tecnicamente, non c'è davvero nessun altro... ci sono molti altri, che però non rappresentano niente di diverso da un modo per provare a dimenticare lui affogando il pensiero nel delirio dell'orgasmo.

Franz sospira sconfitto quando si rende conto che non pensa mai a Luca come lui, ma sempre come l'altro; eppure quell'anno e mezzo di relazione avrebbero dovuto rappresentare qualcosa.

“Smettila, Francesco.” lo rimprovera Luca.

“Lo so a chi pensi ogni volta che facciamo l’amore e ogni santo altro minuto della tua esistenza che non sia impegnato nello studio.”

Franz non può far altro che stare zitto, subendo il doloroso stillicidio di accuse che Luca non riesce più a tenersi dentro.

“Mi spiace ma non so davvero cosa mi ferisca di più. Ho sempre saputo che non mi ami come io amo te… che nel tuo cuore c’è posto solo per lui. Ma pensavo che stando assieme ti saresti accorto quanto fosse molto più facile stare con me. Adesso però non ho più la forza per lottare, non ho più la voglia di fingere di non sapere quanti uomini ti sei portato a letto in quest’ultimo anno e mezzo, non sono più in grado di non notare quanto ti illumini ogni volta che qualcuno dei tuoi vecchi amici ti parla di lui, non ho più scuse e giustificazioni per te quando, in mezzo all’orgasmo, mi chiami con il suo nome.”

Franz non ha nessuna parola per discolparsi perché tutto quello che ha detto Luca è fottutamente vero. Si volta appena nell’abbraccio teso che li tiene ancora vicini e finalmente lo guarda negli occhi nocciola che sanno essere così dannatamente espressivi. Allunga una mano e gli accarezza lo zigomo pronunciato del suo ormai ex-ragazzo per mormorare:

“Sono un bastardo.”

Riesce a strappare a Luca una smorfietta che potrebbe assomigliare ad un sorriso nell’espressione affranta che gli incupisce gli occhi.

“Sì, lo sei. Vorrei essere così tanto incazzato con te da augurarti tutto il male possibile…”

Fa una pausa dove Franz può vedere lo sguardo fiero che lo aveva, a suo modo, conquistato e poi Luca conclude il suo pensiero:

“… ma invece l’unica cosa che ti dirò è che spero sia fottutamente difficile riprendertelo, ma che alla fine tu possa riuscirci, perché senza di lui vivi a metà.”

Franz può solo annuire sorridendo commosso prima che Luca gli pizzichi il sedere muscoloso e dica con tono sbrigativo.

“Adesso esci dal mio letto e vedi andartene a ‘fanculo!”

Ma il sorriso con cui, alla fine, lo accompagna alla porta parla di un amore finito e, insieme, di una amicizia appena nata.

Appena fuori Franz sa di essere un bastardo egoista ma il primo pensiero va a quanto ci metterà a trovare un biglietto aereo per gli Stati Uniti per andare da lui a riprenderselo finalmente.



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