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Temporale di Mei-chan
Categoria: Originali - Generale
Rating: Per tutti
Personaggi: Non indicati
Genere: Malinconico
Note: Oneshot
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Capitolo pubblicato il 25-07-2009
Commenti al capitolo - 1


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Un po' in ritardo sulla tabella di marcia, ecco la mia storia per il verde.
Devo ringraziare la pucciosa Shadriene (questa volta con un piccolo supporto di Maki-chan) per la betatura e chiederle umilmente scusa per le virgole impazzite e i sì non accentati. Mi fustigerò da sola per punizione.
In merito alla storia prececendente...sì Gal...litigare da soli non sarebbe stata la stessa cosa! XD


Temporale


Il vento si è preso tutti i miei respiri.
Glieli ho lasciati volentieri, perché sapevo che li portava da te.


La panchina sulla quale si è seduta profuma di resina ed è un balsamo per l'anima.
Intorno a lei solo il verde del parco, il fruscio delle foglie di tiglio che scivola sommessamente sui suoi pensieri.
Ha chiuso gli occhi da un po' per cercare di andare lontano col pensiero e per immaginarsi di non essere lì,ma altrove.
Ha gettato il cuore lontano e non sa se lo vedrà tornare.
Ma in muta attesa ora siede su quella panchina, in attesa non sa bene di cosa.

- Verdeggia.

Nemmeno si era accorta che qualcuno si fosse seduto accanto a lei.
Aprì gli occhi e sulla sua panchina era apparso un uomo distinto che guardava lontano, verso le montagne.
La sua presenza era impalpabile come il vento che si era levato.

-Verdeggia? Cosa vuol dire?
-Vede le nuvole laggiù in fondo? Stanno diventando verdi. Grandinerà.

Cercò di guardare verso il punto indicato dallo sconosciuto.
In lontananza si addensavano nuvole cariche di pioggia.
Non sapeva chi fosse la persona che le si era seduta accanto, ma sedere accanto a lei in quel momento sembrava essere l'unica cosa da fare.
Ad un tratto da una finestra della via, come per magia, si levò chiara una sonata per pianoforte.
In quell'istante tutto quello che l'aveva oppressa fino a quel momento divenne leggero e lontano.
Quasi non esisteva più.
Un fulmine squarciò il cielo.
Chiuse gli occhi di nuovo e quando li riaprì accanto a sé non c'era nessuno.
Il cuore, però, era tornato da lei.
La pioggia cominciò a ticchettare.
Strani incontri si fanno durante i temporali.




Un uomo scendeva per la via mentre il temporale cavalcava le montagne per raggiungerlo.
Il vento, insaporito dalla pioggia, gli scompigliava i capelli.
Non sapeva dove andare e non è che gli interessasse veramente.
Troppe cose erano accadute in quei giorni e non era riuscito ancora a metterle a fuoco.
Si sedette su una panchina ad osservare quella rivolta naturale.
Ad un tratto, come apparsa dal nulla, si accorse di una giovane ragazza seduta accanto a lui.
Aveva i capelli sciolti nel vento birichino e gli occhi chiusi in attesa di chissà poi cosa.
Non poté fare a meno di parlare, spinto da non so quale impulso.

- Verdeggia.

La ragazza aprì gli occhi e lo guardò stupita.

- Verdeggia? Cosa vuol dire?
-Vede le nuvole laggiù in fondo? Stanno diventando verdi. Grandinerà.
Non riusciva a distogliere lo sguardo da quelle nuvole verdi che si avvicinavano a grandi passi nel cielo.
Ad un tratto da una finestra della via, come per magia, si levò chiara una sonata per pianoforte.
Il mondo sembrava sospeso, irreale.
Tutto quello che vorticava nella sua testa fermo a mezz'aria.
Un fulmine squarciò il cielo.
Si girò e la ragazza non era più accanto a lui.
I pensieri ora vorticavano più lenti, una soluzione si sarebbe trovata.
La pioggia cominciò a ticchettare.
Strani incontri si fanno durante i temporali.



Nota dell'autrice: l'ambientazione ( il temporale, il parco, le panchine, i tigli, il vento ed il piano) non sono frutto di fantasia ma di quattro meravigliosi anni passati in quel posto stupendo che è Sant'Agostino.
Tra due mesi, quando farò le valigie e mi trasferirò, sarà la cosa che mi mancherà di più.
Purtroppo le cose belle finiscono.
Peccato.



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