Iniziative
FW.it nel Mondo
Rules, Help & Co
Sì, lo voglio di Fuuma
Categoria: Harry Potter - One-shot
Rating: 14+
Personaggi: Nuovo personaggio, Serpeverde
Genere: Malinconico
Note: Oneshot
Aggiungi la storia ai preferiti | Segui la storia
Stampa il capitolo | Stampa la storia
Capitolo pubblicato il 19-07-2009
Commenti al capitolo - 1

Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.

Testo su Tutta la Pagina Testo sull'80% della Pagina Testo sul 60% della Pagina # Aumenta Interlinea Interlinea Normale Riduci Interlinea # Ingrandisci il Font Reimposta il Font Rimpicciolisci il Font

HTML clipboard

Titolo: Sì, lo voglio

Serie: Harry Potter (original chatacter)

Rating: Nc-14

Character: Petra Wolf. Ha diciannove anni quando lascia Hogwarts e viene costretta dal padre a sposarsi con un vecchio amico di famiglia. In quello stesso periodo abbandona Zachary MacIntyre, nonostante lo ami ed inizia ad essere istruita per divenire Mangiamorte.

Pairing: //

Note: Nata in seguito alla fanfic We won't be unhappy di LittleMissMaddy.

Conto parole: 873

Dedicated to: A Petra & alla sua player, Scristina. Perché, a modo loro, sono maledettamente adorabili v_v.

Disclaimers: L’ambienazione di Harry Potter è ©J.K. Rolling

Petra Wolf & Damien Alastair (che qui, per la prima e ultima volta >_>, viene solo nominato) sono ©LittleMissMaddy

Cassandra White & Il Mannaro sono personaggi che ho amabilmente rubato ai loro player, fanno parte della schiera dei Mangiamorte floriani.

I versi iniziali appartengono a La Strega@Notre Dame de Paris, di Riccardo Cocciante.

 

.Sì, lo voglio.

Attenzione l’Inferno è con lei.

È una zingara, è una straniera.

È una strega, una cagna, una gatta.

Va scalza, alludendo alla sua nudità.

È un peccato mortale, è magia.


Piedi nudi su un tappeto verde giada.

Un colore stupido per un tappeto, ma era stata un’esplicita richiesta di Sir Alastair, perché, in qualche modo, le ricordasse la bellezza della Sala Comune Slytherin, che aveva ormai abbandonato per sempre.

Le stesse pareti della stanza erano state ridipinte di un pallido color smeraldo che donava all’ambiente una luce opaca, fastidiosamente smunta.

Si mosse verso il centro, sollevata sulle punte come danzasse a qualche centimetro da terra, scivolando elegante lungo il tappeto a cui, infine, i piedi si poggiarono, lasciando che ne solleticasse la pianta.

Aveva piedi piccoli. Gambe snelle, dritte. Mani piccole, sottili. Vere e proprie zampette di Acromantula bianco latte. Una vita stretta. Ed un seno che non era mai stato prosperoso.

Il corpo, minuto come tutto il resto, era coperto da un abito leggero.

Bianco.

Immacolato.

Quasi a contrastare, indiscreto e canzonatorio, con il nero di uno sguardo impassibile. Una distesa di tenebra dove inizio e fine si confondevano.

«La sua presenza è superflua, spero che se ne renda conto.» deliziosamente le note della sua voce cavalcarono l’ossigeno presente nell’aria, depositandosi al timpano di chi occupava la stanza oltre lei.

Si voltò, racchiudendo in un ovale spigoloso, il sorriso di una strega gitana.

Dietro –o, a questo punto, di fronte-, una macchia nera era comparsa tra le pareti verdi. Un uomo che puzzava di fumo, di animale e di infinite notti di luna piena.

«Lascia che sia io a deciderlo, ragazzina.»

Storse il naso quando lui la chiamò a quel modo, sollevo l’indice della mano sinistra e lo portò ai capelli, stupendosi di non ritrovare la cascata di filami castano scuro tagliato da poco. Era stata lei stessa a tagliarseli, con un gesto impreciso ed un paio di forbici babbane. Un taglio che le aveva provocato un’inaspettata soddisfazione.

Rise.

Le labbra rosse –come la mela che avvelenò Biancaneve- coperte in parte dalla mano.

«Non ci trovo niente di divertente.»

«E’ perché si illude ancora di avere un qualche potere decisionale quando invece è uno dei tanti schiavi di Lui. Io lo trovo esilarante.»

Aveva diciannove anni soltanto, un abito candido che le fasciava il corpo in un abbraccio spasmodico e soffocante ed era stata gettata da suo padre in un mondo che ancora non le apparteneva. Nonostante tutto aveva imparato subito –senza l’aiuto di nessuno- a stare in piedi in quella tempesta che rappresentava il Mondo Adulto, a prendere le redini di ciò che le accadeva intorno e, seppure non avrebbe potuto cambiarne la maggior parte degli accadimenti, era più che decisa a trovarne almeno giovamento.

Perché ne era in grado.

Perché era stata ceduta da suo padre al Lord Oscuro, ma questo le era servito per scoprire il piacere del peccato che si celava dietro la nefandezza dei suoi gesti: i suoi piccoli tradimenti, le sue minacce, le sue frasi beffarde…

«Non tirare troppo la corda con me, bambina, io sono diverso da Cassandra, non mi spavento se qualcuno gioisce nell’Impedimentare il mio Elfo Domestico.» la frase dell’uomo si trasformò in un ringhio d’avvertimento che lei colse perfettamente ma che le scivolò addosso senza toccarla realmente. La sua pelle si era fatta impermeabile, perfino quel suo piccolo cuore di vipera era diventato più freddo. Una pietra avrebbe avuto più sentimenti.

«Non l’ho solo impedimentato, l’ho anche obbligato ad infilare una mano nel camino. Acceso.» precisò, per puro spirito di cronaca, senza voler alludere a niente.

L’uomo avanzò. Era molto più simile ad una bestia ora che le spalle si incurvavano e tra le dita di una mano stringeva lo schienale di una sedia, spostandolo per sedersi.

«Non sei ancora una di noi, bambina. Limitati a non farmi perdere la pazienza.»

«Dopo oggi lo sarò.»

«Bene, ma non dimenticare che ho sempre trovato appetitose le donne sposate.»

Lei sistemò l’abito bianco –nuziale- fingendo di non aver sentito la frase, la minaccia, di lui. Finse perfino che non ci fosse, che non fosse un Mannaro mandato dall’Oscuro signore per controllare che il suo nuovo acquisto non pensasse di fuggire con l’aiuto del futuro marito e che, dopo la cerimonia, il suo braccio non sarebbe stato marchiato per fare di lei una Mangiamorte.

Si perse nelle sfumature di verde che, perfino la fiammella incantata delle candele poggiate su di un tavolino rotondo, faceva danzare contro la parete; la raggiunse, portando la mano sinistra sul muro per farla scorrere a disegnare un’immaginaria figura con le dita: un naso dritto e perfetto, una bocca morbida, lineamenti delicati ed occhi dal colore inesistente, trasparenti come il vetro.

Scomparve presto l’immagine, ingoiata da tutto quel verde e lei si convinse di non averla mai vista.

«Gli esseri umani muoiono presto, a maggior ragione se hanno una certa età.»

Il Mannaro non ne colse il senso e questo perché non era una frase rivolta a lui.

Sorrise lei.

Compiaciuta.

Crudele.

Pronta a portare a termine quella farsa e a diventare la moglie di un uomo che non amava e che non la meritava.


«Vuoi tu, Petra Ailis Wolf, prendere come tuo legittimo sposo il qui presente Sir Damien Alaister?»

«Sì, lo voglio.»

 

.THE END.



↑ Torna in Cima ↑





#libriattesi
Il ritorno
Jennifer L. Armentrout
Genere
Paranormal Romance
Data di uscita
12-04-2018
Fragile è la notte
Angelo Petrella
Genere
Noir
Data di uscita
12-04-2018
L'altra moglie
Kerry Fisher
Genere
Thriller Psicologico
Data di uscita
12-04-2018