Rain have to fall di Chiara
Categoria: Anime e Manga - Bleach
Rating: 14+
Personaggi: Gin Ichimaru, Rangiku Matsumoto
Genere: Angst, Drammatico, Malinconico
Note: Spoiler!
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Personaggi: Gin Ichimaru, Rangiku Matsumoto
Genere: Angst, Drammatico, Malinconico
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Capitolo pubblicato il 05-07-2009
Commenti al capitolo - 1
Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.
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Capitolo pubblicato il 05-07-2009
Commenti al capitolo - 1
Questa fanfiction non è a scopo di lucro. I personaggi appartengono ai rispettivi ideatori e detentori di Copyright.
L'ho scritta in meno di un giorno causa morte della precedente ispirazione.
Non ho pretese, men che mai quella di vincere, ma solo quella di spargere l'amore per la GinRan che mi è entrato in corpo dopo aver letto il volume 20 di Bleach.
Un bacio grosso alla mia beta Valy, che mi ha salvato come sempre l'esistenza.
« Non muoverti, Rangiku. »
La donna sospirò e si irrigidì, avvertendo la lama premerle delicatamente alla base del collo, lì dov’era la giugulare.
« Gin. »
Dietro di lei, l'uomo sorrise.
« Mi hai riconosciuto. » sogghignò stringendo appena con più forza l'elsa della zampakuto.
« Mi ucciderai. »
« Ovviamente. » rispose l'uomo come se si trattasse della cosa più naturale del mondo, quasi stesse prendendo un tè con un'amica.
« E allora perché sono viva? » sussurrò la donna con voce spezzata, respirando pesantemente.
« Non potrei voler scambiare due parole con una vecchia amica? »
« Non sei mai stato un chiacchierone, Gin. » sospirò lei « Neanche da bambino. »
I due shinigami rimasero in silenzio per un lungo, infinito attimo. Attorno a loro la battaglia continuava a imperversare, anche sotto la pioggia leggera che aveva cominciato a cadere. Pareva che solo intorno a loro due la furia si fosse calmata, anche se Matsumoto percepiva chiaramente che non era altro che una pace effimera e di poco conto.
« Due giorni fa... » iniziò lentamente la donna, spostando cautamente la mano verso l'elsa della zampakuto a terra « Era il mio compleanno. »
« Non provare a toccare Haineko. » ridacchiò l'uomo alle sue spalle, allontanando la spada con un leggero calcio.
« Quanti anni sono passati dal giorno in cui ci siamo conosciuti, Gin? » chiese tristemente la donna. Sospirò per la seconda volta.
« Tanti. » commentò l'uomo allontanando appena la lama dal collo di lei. Per un momento le sembrò che fosse tornato il bambino con cui giocava a Rukongai. « Forse troppi. »
« Siamo cambiati. » sussurrò Rangiku « Non siamo più i bambini che giocavano assieme. Ma tu non hai perso l'abitudine di andartene senza dire nulla. »
Le sue mani strinsero il lembo dello shihakusho, e per un secondo ebbe voglia di piangere e gridare. Poi, improvvisamente, il peso del corpo di Gin gravò sulle sue spalle in un caldo abbraccio.
Ma c'era qualcosa che non andava. Quello non era un abbraccio, per quanto Rangiku lo desiderasse. Le braccia di Gin non la stavano stringendo; erano abbandonate sul suo grembo, prive di volontà. Gin era morto.
« Stai bene, Matsumoto? » chiese ansimando Toshiro, estraendo la spada dal corpo ormai senza vita del sottoposto di Aizen. « Tutto a posto? »
« Sì, capitano. Grazie, capitano. » sussurrò la donna mentre le lacrime che aveva trattenuto cominciavano finalmente a cadere lungo le sue guance sporche e sulle mani di Ichimaru, immobili in quell'ultimo gesto.
Perché, Gin? Sussurrò la donna stringendo i pugni con maggior forza. Perché devi sempre andartene dove io non posso seguirti?
Non ho pretese, men che mai quella di vincere, ma solo quella di spargere l'amore per la GinRan che mi è entrato in corpo dopo aver letto il volume 20 di Bleach.
Un bacio grosso alla mia beta Valy, che mi ha salvato come sempre l'esistenza.
Rain have to fall
Il bisogno di certezze spinge gli uomini a gesti estremi,
e quando trovano qualcosa in cui aver fede,
non permettono neppure alla morte di contraddirli.
(Aster – Le guerre del mondo emerso)
e quando trovano qualcosa in cui aver fede,
non permettono neppure alla morte di contraddirli.
(Aster – Le guerre del mondo emerso)
« Non muoverti, Rangiku. »
La donna sospirò e si irrigidì, avvertendo la lama premerle delicatamente alla base del collo, lì dov’era la giugulare.
« Gin. »
Dietro di lei, l'uomo sorrise.
« Mi hai riconosciuto. » sogghignò stringendo appena con più forza l'elsa della zampakuto.
« Mi ucciderai. »
« Ovviamente. » rispose l'uomo come se si trattasse della cosa più naturale del mondo, quasi stesse prendendo un tè con un'amica.
« E allora perché sono viva? » sussurrò la donna con voce spezzata, respirando pesantemente.
« Non potrei voler scambiare due parole con una vecchia amica? »
« Non sei mai stato un chiacchierone, Gin. » sospirò lei « Neanche da bambino. »
I due shinigami rimasero in silenzio per un lungo, infinito attimo. Attorno a loro la battaglia continuava a imperversare, anche sotto la pioggia leggera che aveva cominciato a cadere. Pareva che solo intorno a loro due la furia si fosse calmata, anche se Matsumoto percepiva chiaramente che non era altro che una pace effimera e di poco conto.
« Due giorni fa... » iniziò lentamente la donna, spostando cautamente la mano verso l'elsa della zampakuto a terra « Era il mio compleanno. »
« Non provare a toccare Haineko. » ridacchiò l'uomo alle sue spalle, allontanando la spada con un leggero calcio.
« Quanti anni sono passati dal giorno in cui ci siamo conosciuti, Gin? » chiese tristemente la donna. Sospirò per la seconda volta.
« Tanti. » commentò l'uomo allontanando appena la lama dal collo di lei. Per un momento le sembrò che fosse tornato il bambino con cui giocava a Rukongai. « Forse troppi. »
« Siamo cambiati. » sussurrò Rangiku « Non siamo più i bambini che giocavano assieme. Ma tu non hai perso l'abitudine di andartene senza dire nulla. »
Le sue mani strinsero il lembo dello shihakusho, e per un secondo ebbe voglia di piangere e gridare. Poi, improvvisamente, il peso del corpo di Gin gravò sulle sue spalle in un caldo abbraccio.
Ma c'era qualcosa che non andava. Quello non era un abbraccio, per quanto Rangiku lo desiderasse. Le braccia di Gin non la stavano stringendo; erano abbandonate sul suo grembo, prive di volontà. Gin era morto.
« Stai bene, Matsumoto? » chiese ansimando Toshiro, estraendo la spada dal corpo ormai senza vita del sottoposto di Aizen. « Tutto a posto? »
« Sì, capitano. Grazie, capitano. » sussurrò la donna mentre le lacrime che aveva trattenuto cominciavano finalmente a cadere lungo le sue guance sporche e sulle mani di Ichimaru, immobili in quell'ultimo gesto.
Perché, Gin? Sussurrò la donna stringendo i pugni con maggior forza. Perché devi sempre andartene dove io non posso seguirti?
Se riuscissi a impedire alla pioggia di cadere,
potrei trattenerti al mio fianco solo un attimo in più?








